Benrinnes Brave New Spirits Imbottigliatori indipendenti Scozia Speyside Whisky dai 50 ai 100 euro

Cask Noir: Ruthrie the Wanderer in Medoc (Benrinnes 14yo)

Recensione di un single cask ex vino da Benrinnes.

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 57,6%
Botte di invecchiamento: Ex vino first fill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Brave New Spirits
Prezzo indicativo: € 95,00
Sito web ufficiale: www.bravenewspirits.com
Valutazione: 84/100

Secondo Benrinnes in assaggio dall’imbottigliatore di Glasgow, parte dell’ultima release della collezione Cask Noir risalente a fine 2023.
Barrique ex vino rosso Chateau Pontensac di primo riempimento (bel rischio), con distillato di febbraio del 2009 imbottigliato a marzo 2023 in 262 bottiglie a grado pieno, che fa il paio con l’uscita dell’anno precedente sempre di Benrinnes ma in una barrique ex Saint Emillion Grand Cru (dove Ruthrie gironzolava nella zona del Bordeaux).
Lyne of Ruthrie è una deliziosa cascata visitabile all’interno di un percorso ad anello vicino Aberlour (e Benrinnes), ma è anche stato il nome della distilleria per un breve periodo, tra la sua fondazione e la ricostruzione dopo un alluvione nel 1835, da cui il nome scelto per questo imbottigliamento.

Note di degustazione

Vino rosso a profusione come accoglienza olfattiva, con frutti rossi aciduli e pungenti (ribes, lamponi, amarene sciroppate), aggraziati in parte da un profilo più morbido di crostata alla ciliegia, crema pasticcera e marshmellow. La botte di sente tutta, ma il tempo concede a un sottofondo di caramella mou, pasta di zucchero e note sulfuree di farsi strada tra le viti.
Piuttosto aggressivo all’imbocco, con l’esuberanza alcolica che si doma in breve per fare spazio a pennellate di spezie (cannella, pepe nero, noce moscata) sulla spremuta di frutti rossi, la cui aspra dolcezza è punteggiata da note vegetali di rabarbaro, foglie di tè, radice di liquirizia e spunti di caramella al caffè, nocciole e crema pasticcera. L’aggiunta di acqua porta equilibrio all’ardore (e al disordine, diciamolo) iniziale, i sapori si compattano trovando la quadra nell’equilibrio tra le parti rosse e quelle vegetali e di pasticceria, con le spezie che alzano piacevolmente il volume a sugellare l’accordo.
Finale abbastanza lungo e speziato, di frutti rossi, liquirizia, note vegetali e minerali, caramella rossana.

Non sempre la gradazione piena è un plus, ma ha il vantaggio di poter personalizzare la propria esperienza, e in questo caso la diluizione sicuramente avvantaggia la bevuta, rendendola meno spigolosa e più aggraziata. Chi ci perde è forse l’essenza di Benrinnes, un po’ nascosta dalla botte, ma d’altronde perdersi nel Medoc non è privo di rischi.

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