Glen Elgin Imbottigliatori indipendenti Pintail Scozia Speyside The Whisky Cellar Whisky dai 50 ai 100 euro

Pintail Glen Elgin 14yo

Recensione di un affinamento in single cask ex vino rosso

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 54,1%
Botte di invecchiamento: Affinato in ex vino rosso
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: The Whisky Cellar
Prezzo indicativo: € 90,00 
Sito web ufficiale: pintailwinesandspirits.co.uk
Valutazione: 88/100

Nuovo imbottigliatore indipendente aggiunto al blog (come si fa a star dietro a tutti quelli che ci sono???), The Whisky Cellar nasce dalla volontà e dalla passione di Keith Bonnington, che ha formato le proprie conoscenze in circa venti anni di carriera presso Edrington Group (che conta nel proprio portfolio nomi come The Macallan e Highland Park), ottenendo nel 2013 il prestigioso riconoscimento come  ‘Keeper of the Quaich’.
Con sede a Edimburgo, presenta la propria linea principale di cui avrò modo di parlare più avanti, più diverse etichette collaterali che recuperano vecchie glorie dalla storia scozzese.
Pintail (dal nome di un’anatra, da noi nota come Codone) era un’etichetta fondata negli anni ’30 da mercanti di vini e distillati di Perth, Matthew Gloag & Son, che oggi fanno parte (guarda caso) del gruppo Edrington, fondatori di un’altra etichetta molto nota, The Famous Grouse (i volatili erano proprio una costante).
A oggi sono una decina gli imbottigliamenti, divisi tra single malt e blended ma anche rum, porto e brandy, e dovendo scegliere da dove cominciare a scoprirli, non potevo che partire da un mio feticcio personale, Glen Elgin.
Maturazione iniziale non dichiarata con affinamento imprecisato in un barrique di Floc de Gascogne Rouge, vino rosso fortificato francese, per due parti composto da succo d’uva Tannat e Cabernet Sauvignon parzialmente fermentato e per una parte da Armagnac. 298 le bottiglie prodotte.

Note di degustazione

Le note al naso esordiscono con miele d’acacia e cera intensa, intrisi di succo di ribes e lamponi, pompelmo rosa, lemon tart, lievi tocchi speziati (cannella, noce moscata) e una vena minerale di sottofondo. Vinosità più evidente nel tempo, si aggiungono prugne secche e legno levigato, con una gradazione tenuta perfettamente. Molto fresco e vivace.
La cera torna con decisione anche al palato, declinata nella ceralacca, si innalza il comparto speziato con l’aggiunta di pepe nero e paprika, mentre la parte fruttata si fa più scura, di more, prugne, amarene e uvetta. Fiori (violetta, gelsomino), marmellata di fragole, zest di limone, con la parte minerale che si fa sulfurea, quasi fumosa.
Finale abbastanza lungo di frutti rossi, legno levigato, spezie leggere, cuoio e zolfo.

Una bevuta molto piacevole e rinfrescante, dal grado pieno centratissimo e senza sbavature. Al netto della mia personale preferenza per la distilleria, la gestione di una botte non proprio facilissima è magistrale.
Se amate Glen Elgin, non fatevelo scappare.

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