
Provenienza: Scozia
Tipologia: Blended Malt Scotch Whisky
Gradazione: 47,4%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Spheric Spirits
Prezzo: € 449,00 su Angelshare Spirits
Sito web ufficiale: sphericspirits.com
Valutazione: 91/100
Allo scorso Milano Whisky Festival, grazie allo stand di Angelshare Spirits, ho potuto conoscere questo imbottigliatore tedesco e i suoi due fondatori, Benedict John Skelton e Claudio Schoeller, che dal 2020 si dedicano ai single e blended malt, in particolare quelli d’epoca grazie alla certosina (e paziente) ricerca di botti dimenticate nei magazzini in giro per la Scozia, riuscendo a scovare gemme di un tempo ormai passato recuperandone aromi e sapori che non esistono più.
Non solo scotch ma anche mezcal, armagnac e diversi progetti di lavorazione diretta concentrandosi in particolare su fermentazioni e ceppi di lievito diversi, in collaborazione con produttori norvegesi.
Tanta ambizione e tanta passione, percepibili nelle parole di Benedict (di origini britanniche), per un progetto che fa della ricerca e del recupero storico il proprio fulcro.
Tanto da avere etichette non esattamente attraenti ma che si focalizzano sul contenuto, come questo blended di single malt che mette in risalto il vintage rispetto all’età, scovato nei magazzini di Ben Nevis come parte di uno stock inutilizzato per i blended (probabilmente The Dew of Ben Nevis) che contiene parte del prodotto della distilleria più altri malti non noti. 336 le bottiglie prodotte, segue la prima versione uscita nel 2020.
Note di degustazione
Un naso morbido e suadente, dove la frutta domina il palcoscenico declinata in pesca (tanta), mango, banana schiacciata, pera matura, mela cotta. Il profilo è ricco e sontuoso, con prodotti dell’alveare (cera d’api, miele, propoli), crema pasticcera, tè ai frutti tropicali, un accenno di cioccolato al latte e un fondo di cantina umida. È la parte cerosa a farsi sempre più presente in lunghezza, con un’evoluzione continua ed elegante nel bicchiere senza che il legno faccia mostra di sé. Da passarci le ore.
Una spezia leggera ma presente apre il passaggio al palato, con pepe bianco, cannella e anice, ritrovando l’animo fruttato intriso da una parte più amarotica e acidula, aggiungendo alla compagnia ananas e lime con pennellate di china e arancia amara. La componente cerosa si palesa dopo qualche momento, sospesa tra cera e propoli, sempre con tè (verde e tropicale) e crema pasticcera cui si aggiungono mandorla pelata e una decisa nota vegetale più intensa in lunghezza.
Finale piuttosto breve di frutta tropicale, foglie di tè, frutta secca, secchezza del legno.
Peccato per il finale un po’ deludente, ma il resto dell’esperienza è assolutamente impeccabile, con un equilibrio e un’eleganza strepitosi: la botte ha dato un contributo bilanciato che scappa giusto alla fine, ma sono 34 anni mantenuti in modo eccellente.
