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Ian Macleod Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Scozia Smokehead

Smokehead Islay Single Malt

Recensione della versione base della testa fumosa misteriosa di Islay.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon hogshead carbonizzate
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Ian Macleod Distillers Ltd
Prezzo: € 43,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: www.ianmacleod.com
Valutazione: 74/100

Versione base della linea di super torbati di Ian Macleod, un single malt della cui distilleria di provenienza si sa solo che è di Islay (qualcuno mormora sia un giovane Ardbeg).
Sono diverse le etichette che contengono whisky non dichiarati di Islay, che giocano su malti giovani in cui la torbatura è particolarmente spinta, per catturare la fetta di mercato che cerca “sensazioni forti”. Non stupisce quindi come il design di Smokehead occhieggi a un certo immaginario muscolare e rude, che in altri tempi si sarebbe definito “maschile” ma che oggi, fortunatamente, va oltre le circoscrizioni di genere.

Quelle assaggiate fin qui sono state espressioni tutto sommato piacevoli, magari non mostri di complessità (e d’altronde non vogliono esserlo) ma che si fanno bere con buona spensieratezza.
Da apprezzare, in questo caso, la volontà di spostarsi, seppur di poco, dalla gradazione minima.

Note di degustazione

Oro pieno nel bicchiere.
Al naso, siamo dalle parti del barbecue spinto, braciole e costolette marinate in salsa worcester che sfrigolano sulla legna infuocata, che emana aromi di resina e aghi di pino tostati. Sparsi qua e là appaiono liquirizia dolce, caramello, mandorle tostate, mela cotta e arancia candita, spruzzati con acqua di mare. Una specie di ABC di Islay, insomma.
In bocca la parte carnosa tende a svanire, lasciando il campo alla legna ardente che si mangia quasi tutto il corpo del whisky. Il fumo spesso è venato da una discreta pepatura, con guizzi di zenzero, lasciando trapelare note citriche assieme ad arancia candita, liquirizia, vago accenno di cioccolato e una fugace impressione di cuoio.
Finale mediamente lungo e astringente, di braci spente, arancia amara, sale, aghi di pino.

Semplice, com’era prevedibile che fosse, con la parte tostata che tende a prendere il sopravvento senza lasciare spazio a profondità e ricchezza di toni, una coltre di fumo come promette l’etichetta che poco di più ha da offrire. Per chi cerca un falò in forma liquida, potrebbe essere una scelta ottimale.

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