Arbikie Highlands Scozia

Highland Rye 1794

Recensione dell'edizione 2020 del primo whisky scozzese di segale da quasi due secoli.

Provenienza: Highlands (Scozia)
Tipologia: Single Grain Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Vergini americane carbonizzate
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Arbikie Distillery
Prezzo indicativo: € 150,00
Sito web ufficiale: https://www.highlandryewhisky.com/
Valutazione: 88/100

Dopo aver provato la seconda edizione del primo rye scozzese dopo oltre cento anni, ecco tra le mie mani una nuova espressione della distilleria Arbikie, uscita sul finire del 2020.
Con il nome che rende omaggio alle origini di questa azienda a conduzione famigliare, il 1794 è stato interamente maturato in botti vergini carbonizzate per cinque anni, con il distillato frutto dell’unione di segale, orzo maltato e grano.

Anche Bruichladdich e InchDairnie (nuovissima distilleria che lancerà il proprio whisky nel 2029) si preparano a immettere sul mercato i loro rye, seguendo la strada aperta dalla famiglia Stirling e portando nuova linfa (e sapore) allo scotch, che sta vivendo una stagione all’insegna dell’innovazione grazie a queste e altre distillerie che, tra sostenibilità e ricerca, si sforzano di mantenere viva un’industria che, con la Brexit, vivrà tempi non facilissimi.

Oro chiaro nel bicchiere.
Al naso inizialmente è un’onda di pera caramellata con zucchero di canna tostato e abbondanti spezie (cannella, noce moscata, chiodi di garofano), che apre presto la strada a strudel, miele, shortbread e un’idea di Grand Marnier. Morbido e ricco, generoso, con le spezie che fanno da contrasto a una dolcezza mai stucchevole, compensata da sentori minerali di fondo. Pungente.
L’impressione da liquore francese si ripresenta al palato, più marcata, accompagnata da un concerto di spezie e caramello mellifluo e caldo, con frutta cotta, zucchero di canna, salvia e, sulla lunghezza, una carezza di caffè.
Finale abbastanza lungo e morbido con tocchi erbacei, spezie, arancia, caramello, miele e caffè.

Ricco e sfaccettato, in grado di competere con tanti cugini d’oltreoceano (e di superarli), grazie alla complessità dei suoi aromi, che sanno giocare su tonalità dolci ed erbacee che si mantengono in equilibrio senza pestarsi i piedi a vicenda, in una bevuta varia e divertente.

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