Arbikie Highlands Scozia

Highland Rye 2019

Recensione del primo whisky scozzese di segale da quasi due secoli.

Provenienza: Highlands (Scozia)
Tipologia: Single Grain Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon carbonizzate ed ex armagnac
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Arbikie Distillery
Prezzo indicativo: € 230,00
Sito web ufficiale: https://www.highlandryewhisky.com/
Valutazione: 87/100

La famiglia Stirling ha un legame profondo con le Highlands, essendo coltivatori ad Arbikie fin dagli anni ’20 quando vi si trasferì il capo famiglia, Bill.
Quattro generazioni si sono seguite a curare questo fertile e ampio territorio, fino ad arrivare al 2013 quando John, Iain e David decidono di costruire una distilleria (che prende il nome dal luogo in cui risiede), recuperando una tradizione che, si dice, risale fino al 1720.
La produzione iniziale è stata di gin e vodka, versando in botte il primo distillato destinato a diventare whisky nel 2015, con l’intento da parte del Mastro Distillatore Kirsty Black di attendere almeno 14 anni per avere il loro primo whisky single malt.

Nel frattempo, Arbikie ha deciso di riprendere una tradizione abbandonata in Scozia da quasi due secoli: il whisky di segale.
Usando solo materia prima coltivata direttamente da loro, nel 2018 distribuiscono il primo Highland Rye, maturato per 3 anni in botti ex bourbon ed ex sherry Pedro Ximénez con un’edizione limitata a 998 bottiglie.
È invece dell’anno scorso l’edizione nelle mie mani, frutto di quattro anni di invecchiamento in quattro botti tra ex bourbon carbonizzate ed ex armagnac, che ha prodotto 1220 bottiglie.
Bottiglie non proprio per tutti dato l’elevato prezzo di listino, ma che rappresentano un importante innovazione nella storia dello scotch.
Ringrazio Katie Stirling per la gentile miniatura inviata per la degustazione.

Luminoso giallo oro nel bicchiere.
Le spezie accolgono l’olfatto con sentori intensi di corteccia, noce moscata, cumino, succo d’arancia fresco. Gli aromi pizzicano il naso con gran calore, su uno sfondo fruttato (fichi e albicocche) dai tocchi di cioccolato e radici di liquirizia. Spiazzante, per uno scotch, ma molto interessante.
Al palato si ritrova il calore delle spezie, meno esuberanti e più armoniche, in un distillato morbido e sinuoso dove si recuperano gli aromi di frutta (arancia, fichi, albicocche, datteri) che accrescono la componente più dolce del whisky, aumentando le tonalità di cioccolato al latte, uvetta, liquirizia. Il profilo si conferma a vocazione speziata, con una spolverata di peperoncino, molto invernale e confortante. Ancora legno a incorniciare il tutto, con resina a fiumi e chiodi di garofano.
Finale di media lunghezza, caldo e speziato, con tocchi fruttati di arancia e datteri.

Un’esperienza insolita per chi ama gli scotch e forse più vicina ai whiskey statunitensi, riesce a mantenere comunque una personalità ben distinta e bilanciata, senza mai eccedere nei toni e mantenendo sotto controllo l’influenza della botte di armagnac, che anzi conferisce una certa eleganza di fondo. Assolutamente da provare.

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