Ardmore Atlas Company Imbottigliatori Scozia Speyside

Whiskysaurus Rex – Ardmore 11yo

Un imbottigliamento tutto italiano di un Ardmore invecchiato in botte ex Laphroaig.
Sobrietà…

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Cask Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 54,1%
Botte di invecchiamento: Ex Laphroaig
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Atlas Company (Ardmore)
Prezzo: € 70,00 su Atlas Whisky Shop
Sito web ufficiale: https://atlascompany.it/
Valutazione: 87/100

Di Lorenzo Lutti e del suo locale abbiamo avuto modo di parlare in una lunga e interessante intervista qualche tempo fa, e proprio in questi giorni festeggia due anni di attività (meno due mesi di lockdown per il Covid).
Come ogni appassionato di whisky che si rispetti, uno dei sogni da realizzare è quello di imbottigliare il proprio whisky, e Atlas lo ha già fatto diverse volte.

Quest’anno ha deciso di proporsi con un whisky “ignorante” (parole di Lorenzo), un Ardmore di 11 anni invecchiato in una botte che ha contenuto Laphroaig, frutto della collaborazione con un imbottigliatore italiano che tante delizie ha saputo portare in tutto il mondo.
Lorenzo afferma come, inizialmente, puntasse a una botte di Ledaig (che di whisky ignoranti se ne intende), ma quando ha avuto modo di provare questa botte se ne è subito innamorato.
Lo stile di questo imbottigliamento è subito chiarito dal suo nome e dalla comunicazione scelta per il suo lancio, a sottolineare la leggerezza di cui il mondo del whisky a volte manca e che, specie in questo periodo, è forse ancor più necessaria,
Avendo avuto modo di ottenerne un generoso campione direttamente dalle mani del suo “papà”, non posso che versarlo subito e provarlo!

Giallo pallido nel bicchiere.
L’aroma all’olfatto è acre e pungente, con quel tocco da disinfettante che rivela subito l’origine della botte. Venature marine emergono da questa coltre piuttosto spessa, con note di liquirizia, frutta secca, caramello, anice. Non esattamente invitante per chi fosse alle prime armi con il whisky…
E al palato è subito esplosivo, un’ondata di fumo brutale e bruciante complice la gradazione non proprio da educande, che rivela presto strati oleosi sospesi tra il dolce e il salato, con spolverate di spezie (zenzero e cardamomo) su crema catalana, mele cotte, prugne, sentori agrumati, ancora liquirizia e anice, mare… da un lato, ruvido e scontroso, brutale quasi, dall’altro rivela un animo più profondo e stratificato, come braci accese sotto la cenere. Cuoio e tabacco seguono sullo sfondo, facendo da contrappunto agli aromi.
Finale lungo, di cenere, spezie, cuoio, agrumi, liquirizia.

Di ignorante qui c’è ben poco: carnale e spontaneo, poco propenso ai compromessi, ma non per questo rozzo e approssimativo, anzi. Un’esperienza di degustazione a più strati che accontenta il bevitore occasionale come quello più scafato, lasciando soddisfatti entrambi.

Gli altri imbottigliamenti nel blog:
Dream N°1

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