Scozia Speyside Tomintoul

Tomintoul 10yo

Il whisky base della distilleria dello Speyside, Tomintoul.

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Angus Dundee plc
Prezzo: € 44,00 su Spirit Academy
Sito web ufficiale: https://www.tomintoulwhisky.com/
Valutazione: 82/100

Situata nel Glenlivet Estate a Ballindaloch, Tomintoul è una distilleria nata negli anni ’60, sull’onda della grande richiesta di whisky scozzese dell’epoca, per volontà di due aziende di Glasgow, W. & S. Strong e Hay & Mac Lead. Diviene operativa nel 1965, trovandosi già a dover cambiare proprietà appena 8 anni dopo per sopperire alle difficoltà economiche.
Il suo destino pare quello di rifornire in buona parte dei blended, in particolare quelli di Whyte & Mackay, ma grazie a una nuova crescita di domanda, nel 1974 viene ampliata la produzione e lanciato il primo single malt dell’etichetta.
Whyte & Mackay acquisiscono l’azienda nel 1989, per poi cederla a loro volta nel 2000 agli attuali proprietari che rilanciano l’etichetta con il 10 anni due anni dopo, per poi aggiungere altri invecchiamenti, NAS e versioni torbate.

Nota per produrre un “whisky gentile”, Tomintoul è salita all’onore delle cronache alla fine del 2019 per un curioso record.
Ringrazio Piero Ioppa di Francoli per il gentile omaggio della bottiglia.

Pesche, vaniglia, miele e mele verdi (con una netta predominanza di queste ultime) segnano l’olfatto, con zest di limone e un sottofondo di erica e legno appena tagliato, vagamente balsamico. Insieme piuttosto secco e delicato, come da copione.
Lievemente pepato all’imbocco, si presenta leggero e morbido con ricordi di torta di mele alla crema e ancora miele, cereali glassati, nocciola e limone. Sempre il legno ad abbracciare gli aromi, mantenendo una certa secchezza di fondo.
Finale abbastanza fugace e secco, di nocciole, mele, legno.

Un whisky base che dà quanto promette, forse anche troppo gentile ma d’altronde è proprio ciò che la distilleria si è prefissata fin dall’etichetta, e in questo non si può fargliene torto: una bevuta quotidiana innocua ma onesta, con qualche grado in più probabilmente sarebbe più incisivo e interessante. Forse sovrapprezzato da noi, più equilibrato economicamente in patria.

Le recensioni degli altri:
Whisky Reviews (inglese)
The Whiskey Jug (inglese)

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