Glen Grant Scozia Speyside

Glen Grant 5yo

Recensione del Glen Grant 5yo, notissimo whisky dello Speyside.

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Gruppo Campari
Prezzo indicativo: € 13,00
Sito web ufficiale: http://www.glengrant.com/it/it/
Valutazione: 64/100

Una promessa è una promessa, e dopo aver parlato del ventenne proposto da Cadenhead’s, eccomi alle prese con uno dei whisky base per eccellenza, per molto tempo (e forse tuttora) il più venduto in Italia: il Glen Grant 5yo.
Successo dovuto sicuramente anche alla martellante campagna pubblicitaria degli anni ’80, che ha segnato quelli della mia generazione, scolpendo il nome della distilleria nell’immaginario alcolico di molti.
Nata nel 1840 per volontà dei fratelli Grant, che decisero di passare alla legalità dopo anni dedicati alla produzione illecita, la distilleria perse i fondatori appena trenta anni dopo, trovando però nel giovane erede James Grant un degno successore.
Soprannominato “The Major” (il Maggiore), James ebbe fama di grande sperimentatore e innovatore, tanto nella vita (fu il primo a possedere un’automobile nelle Highlands) come nel lavoro: Glen Grant fu la prima distilleria a dotarsi di energia elettrica e a usare alambicchi e purificatori più alti e slanciati.

Alla sua morte, gli succedette il nipote Douglas MacKessack che dal 1931 continuò a guidare una distilleria già allora di grande successo. È del 1972 la fusione con Glenlivet, Hill, Thomson and Co. Ltd e le Longmorn Distilleries Ltd, fino ad arrivare ai giorni nostri con la proprietà passata nelle mani italiane di Campari nel 2006.
Il portafoglio base comprende quattro invecchiamenti diversi: 10yo, 12yo, 18yo e questo 5yo. Ci sono poi altrettante edizioni limitate, ovvero The 1992 Cellar Reserve, 170th Anniversary, 50yo e il V Decades.

Al naso rivela tutta la sua gioventù, con tanto malto e cereale che si accompagnano a mela verde, miele e un pizzico di mandorla, con un marcato profilo erbaceo. Leggera nota di limone. Semplice, fresco, lineare.
Al palato, il malto trionfa rotolandosi allegramente in un covone di erba tagliata, mettendo all’angolo la mela verde per preferirle le mandorle qui ben più presenti, con un tocco lontano di vaniglia e noce moscata. L’alcol si introduce con fin troppa audacia per i suoi 40 gradi, sparigliando un profilo altrimenti troppo pacato ma che resta comunque superficiale. Alla lunga, gli aromi si appiattiscono su una miscela di malto e alcol, molto, tanto immatura.
Il finale è breve, etereo, secco, di cereali, frutta secca, mela verde e alcol.

Per un prezzo così irrisorio sarebbe assurdo aspettarsi stratificazione e complessità, è un whisky terra-terra che offre quello che si aspetta il bevitore distratto: sapori semplici, delicati e botta alcolica.
Compitino superato.

Altri imbottigliamenti nel blog:
Cadenhead’s Glen Grant-Glenlivet 20yo

Le recensioni degli altri:
Il bevitore raffinato
Whisky facile
Whisky for everyone (inglese)
Whisky fun (inglese)

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