Whisky News

Datazione al carbonio per i whisky!

Un metodo scientifico per smascherare le truffe.

Questa bottiglia di Talisker in foto sembra davvero antica, vero? Dall’etichetta parrebbe addirittura del 1863!
E invece no, contiene sì il whisky di Skye, ma distillato nel 2005…

Con il sempre crescente mercato parallelo di bottiglie rare, cresce altrettanto rapidamente quello dei falsi, stimato quasi intorno alla metà delle bottiglie che circolano nelle aste.
Ma la scienza forse ha scoperto come aiutare i collezionisti.

Un gruppo di studiosi di Glasgow ha infatti trovato il modo di usare la datazione al carbonio per determinare (con buona approssimazione) l’età di un distillato, utilizzando le tracce residue di radiazioni sul materiale organico (l’orzo) utilizzato per creare il whisky.
È stato necessario tenere conto di numerose variabili, come il fatto che non sempre l’orzo venga usato lo stesso anno del raccolto, oppure l’incidenza dei whisky contenuti precedentemente nelle botti, ma sperimentando su whisky dall’età nota e certificata, il team è riuscito a creare un metodo che consente loro di determinare (con uno scarto di un paio d’anni) l’età di un whisky prodotto dopo gli anni ’50 (periodo in cui iniziò l’uso massiccio di test nucleari, che hanno lasciato tracce radioattive su tutti i prodotti agricoli).
Per whisky antecedenti l’era nucleare, fanno uso di campioni di orzo del diciannovesimo secolo, che gli hanno consentito di confermare la datazione al 1847 della più antica bottiglia di whisky al mondo, così come smascherare un Laphroaig del 1903 per un più abbordabile distillato post-2011.

Qual è la bottiglia più vecchia che avete nell’armadietto?

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