Ardmore Dream Whisky Imbottigliatori Scozia Speyside

Dream N°1

Recensione del Dream N°1, un Ardmore inusuale del giovane imbottigliatore italiano Dream Whisky.

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Cask Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,3%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon (che ha contenuto Laphroaig).
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Dream Whisky (Ardmore)
Prezzo: € 75,00
Sito web ufficiale: https://dreamwhisky.com/
Valutazione: 83/100

Torniamo dalla start up (termine che personalmente trovo odioso, ma così vengono definiti) Dream Whisky e ai loro imbottigliamenti, che per ora sono solo due e che marcano l’inizio di un interessante e spero lunga ricerca nel campo dei single cask.

Se con il N°2 hanno “giocato facile” scegliendo una botte di Caol Ila, in questo caso optare per una distilleria non proprio tra le più ricercate denota un certo coraggio e, soprattutto, voglia di sperimentare (che è poi il cuore del distillatore indipendente).
E questo matrimonio tra Ardmore (una distilleria dello Speyside con un portafoglio abbastanza ridotto, composto praticamente solo da NAS) e una botte che ha contenuto Laphroaig è molto, molto stuzzicante.
In teoria, almeno: lo sarà anche nella pratica?
L’etichetta, come per l’altra bottiglia della loro serie, è un piccolo gioiello.

Il colore è giallo paglierino, tutto nature.
I dieci anni passati a insaporirsi negli aromi di Laphroaig, uniti a quelli di Ardmore, hanno lasciato un’impronta netta ma gentile di torba, un refolo di fumo su cui danzano sentori di prato fiorito con sprazzi di vaniglia e un’impressione di cioccolato bianco. Un olfatto delicato ed elegante, quasi timido.
L’alcol scalda il palato e gli aromi si fanno più decisi: limone e una goccia di miele si spargono sul prato, con una punta di rabarbaro che aggiunge una nota amara. La torba rimane una cornice che accompagna questo paesaggio dai colori tenui, un quadro rilassante e armonico.
Il finale è medio, la torba si prende la rivincita lasciando una scia cinerea sui sentori erbacei.

Un esperimento curioso, che non mostra una personalità debordante ma risulta una bevuta pacata e non banale.
Mi piace molto come “pensano” questi imbottigliatori, e sono molto curioso di ciò che verrà.

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3 commenti

  1. Ciao, mi piace molto la recensione di questo nuovo imbottigliatore italiano. Molto intrigante il N°3 appena uscito e spero in una tua recensione il prima possibile. Mi toglieresti una curiosità? Perché qui è scritto che Ardmore è una distilleria dello Speyside (come sul sito dreamwhisky), nonostante sul sito ufficiale di Ardmore si definiscano Highland Malt Whisky?

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    1. Sempre grazie per i complimenti, oggi ci stai facendo gongolare!!!
      Il Dream N°3 dovrebbe finire a breve tra le mie grinfie, e non mancherò ovviamente di parlarne.
      Quanto alla questione Highlands/Speyside, è un po’ il tallone d’Achille di tante distillerie: lo Speyside di fatto è un’area delle Highlands, ma dato che quest’ultime hanno un appeal commerciale maggiore, spesso i produttori scelgono di dichiararsi (non erroneamente, appunto) come highlander.
      L’esempio più eclatante è The Macallan, che si dichiara whisky delle Highlands ma, geograficamente parlando, è uno speysider.

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