
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,4%
Botti di invecchiamento: Ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: J & A Mitchell & Co Ltd.
Prezzo indicativo: € 1.000,00
Sito web ufficiale: www.cadenhead.scot
Scheda della distilleria
Lo scorso 1º Agosto ho compiuto 50 anni e per festeggiare questa ricorrenza mi sono regalato una bottiglia importante: un Bunnahabhain distillato nel mio anno di nascita, il 1976, e imbottigliato da Cadenhead nel 2016, alla venerabile età di 39 anni, al 49,4%.
Non si tratta di un single cask, ma, come indica la serie Small Batch cui appartiene, di un piccolo lotto di botti, in questo caso 3 ex sherry butt, dalle quali sono state ricavate 648 bottiglie ormai impossibili da reperire, se non nel mercato secondario e a prezzi evidentemente maggiorati.
Dopo diversi assaggi privati, condivido qui sul blog le mie impressioni a riguardo.
Note di Degustazione
Il colore è bronzo.
Vecchio sherrone, quanto tempo è passato… 39 anni e mostrarli con orgoglio. Perché già all’olfatto i diversi sentori possiedono una profondità straordinaria. Una lunga variazione sul tema del whisky in sherry, in cui nulla è fuggevole, provvisorio, ma tutto sembra pensato per restare, per lasciare il segno, quello dell’esperienza. Dalla dolcezza del caramello, dell’uvetta e dei datteri, a una nota balsamica riconducibile alla resina di pino; da un tocco di buccia d’arancia a un accenno di cuoio. E poi c’è una doppia impressione, di vecchia biblioteca da una parte e di cantina buia dall’altra, con una vaghezza di terra umida, come dopo la pioggia, e un ricordo di antica legnaia. Abissale, ma di un abisso in cui è bello affondare.
Al palato, il whisky è tutt’altro che compassato e mostra una vivacità inaspettata, con pepe e peperoncino in ingresso a solleticare la bocca e una dolcezza complessiva che proprio il legno (qui scaffali scuri appena lucidati) tiene sotto controllo. Al caleidoscopio sensoriale svelato all’olfatto si aggiungono un’impressione di arancia caramellata, di babà al rum, di pan di spagna imbevuto di liquore e un doppio cioccolato, al latte e fondente. Nel retrolfattivo il chinotto gioca un ruolo da protagonista, disegnando la conclusione del sorso. Goloso e senza il minimo accenno di tannicità.
Il finale è lunghissimo, con riverberi di caramello e chinotto, e striature sottotraccia di buccia d’arancia e cioccolato fondente, mentre una spolverata di pepe asciuga la bocca. Suona come una dichiarazione d’amore, un vorrei che restasse per sempre.
Conclusioni: Non si tratta di soltanto un whisky iperbilanciato, in cui ogni cosa è al suo posto come in una stanza perfettamente ordinata. È un emozionante viaggio nel tempo, fermato nel momento di massimo fulgore, in cui è possibile cogliere tutta la differenza fra il distillato e le botti di allora e quelli odierni. Un Bunna inconfondibile, destinato a imprimersi nella memoria e, al netto dei prodromi evidenti della mia senescenza, tra i migliori sherried e tra i migliori whisky di questa distilleria che io abbia mai bevuto.
Valutazione: 93/100
