
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon, ex ruby port
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Brown-Forman Corporation (BenRiach)
Prezzo indicativo: € 60,00
Sito web ufficiale: www.glenglassaugh.com
A quanto ho potuto capire durante il mio viaggio primaverile nello Speyside, Glenglassaugh è l’unica distilleria delle tre di proprietà del gruppo Brown-Forman (Jack Daniel’s) a essere oggi in attività. BenRiach è ferma e a GlenDronach, che pure quest’anno festeggia il suo bicentenario, sono in corso lavori di restauro piuttosto impegnativi (e un po’ invasivi per il turista di passaggio, costretto a dribblare ruspe e operai). C’è da dire però che una volta capitati nei dintorni di Portsoy, un angolo di paradiso (la parte posteriore dello stabile che ospita Glenglassaugh si affaccia sulla splendida Sandend Bay), la distilleria dava l’impressione di essere tutto fuorché operativa e all’ingresso campeggiava un cartello con scritto che il Visitor Center al momento era chiuso…
Il whisky di oggi è parte della Wood Finish Range, una serie di imbottigliamenti introdotti dalla Whisky Maker Rachel Barrie nel 2017, che comprende anche un Peated Port Wood Finish, un PX Sherry Wood Finish e un Peated Virgin Oak Finish.
Gran parte della maturazione è avvenuta in botti americane ex bourbon, mentre la durata dell’affinamento in ex ruby port pipe non è dichiarata.
Grazie a Lamberto per il campione.
Note di Degustazione
Il colore è oro.
Al naso necessita di un po’ di tempo per aprirsi, perché l’unica impressione, nei primi minuti, è di legno, con relativo comparto speziato (pepe e chiodi di garofano) e una leggera puntura alcolica non esattamente benaugurante. Con un po’ di pazienza la rotta è aggiustata da un’importante dimensione pasticcera (pasta frolla, vaniglia e zabaione) e da una vaghezza acidula di frutti di bosco a bacca rossa e fragola. Il versante floreale allinea viola e ciclamino, in un quadro complessivo non troppo originale ma nemmeno spiacevole.
Il palato si allinea all’olfatto sul piano sensoriale, manifestando, seppure in maniera più blanda, una spiccata vocazione alla dolcezza (caramelle gommose ai frutti di bosco). Alla dimensione cremosa si accompagna un’inedita inclinazione alle spezie (pepe) mentre si palesa una certa astringenza, che torna nel finale più persistente del previsto, ancora pepato e sobriamente dolce, con ricordi di caramelle gommose ai frutti di bosco a titillare la salivazione.
Conclusioni: Le botti ex porto rimangono tra le più difficili da maneggiare con profitto… Qui la cautela nell’utilizzo è stata persino eccessiva e il contributo appare fin troppo ridotto. Non è un whisky cattivo, intendiamoci, si vede che è stato costruito con attenzione e misura e ha di sicuro una sua ragion d’essere. Però è un po’ timidino, si fa apprezzare al momento ma non rischia mai di restare impresso.
Valutazione: 85/100
