
Su queste pagine ho parlato diverse volte della crisi in corso per il whisky scozzese, che sta passando un periodo che per certi versi ricorda il whisky loch del secolo scorso, e le notizie nefaste continuano ad accumularsi: BenRiach che a breve interromperà le operazioni, e Ian MacLeod che se la passa decisamente male, specie dopo gli ingenti investimenti per la rinascita di Rosebank.
Ma, come si dice, se Atene piange, Sparta non ride: la crisi colpisce tutto il settore degli alcolici e del whisky in particolare, e anche l’Irlanda non ne è immune.
Proprio alla fine dell’anno scorso Waterford era finita sotto curatela fallimentare dopo aver inutilmente cercato una soluzione alla propria crisi di liquidità, bloccando momentaneamente produzione e vendite, con una proposta di vendita sul mercato andata deserta lo scorso aprile. Ed è stato solo l’inizio.
Pochi giorni fa anche Powerscourt, la distilleria dietro all’etichetta Fercullen, ha chiesto l’intervento della stessa curatela fallimentare (Interpath Advisory), e questo quando solo nel 2023 si era assicurata un prestito da 25 milioni di euro per finanziare progetti di espansione.
E la lista di distillerie in difficoltà prosegue: lo scorso aprile anche Killarney ha fatto ricorso a una curatela, Roe&Co (proprietà Diageo) a Dublino ha interrotto la produzione, e la distilleria Blackwater è riuscita a ottenere un taglio consistente dei propri debiti, in buona parte con la banche, per riuscire ad andare avanti.
Con il trend positivo degli ultimi anni e la “sbornia” di vendite avvenuta durante la pandemia, molte distillerie hanno deciso di investire indebitandosi con banche e finanziare, che oggi arrivano a presentare il conto, e il modo più rapido per recuperare un credito è acquistarsi direttamente l’attività: il fatto che all’asta per Waterford ci fossero state espressioni di interesse (poi naufragate) da parte di aziende esterne al settore la dice lunga in questo senso.
Il whiskey irlandese era nel pieno della rinascita, e di certo la guerra dei dazi di Trump è stato solo l’ultimo dei chiodi piantati sulla bara dell’espansione… ma, come la storia dimostra, ci sono sempre state crisi profonde e altrettante eclatanti riprese, ci sarà solo da contare quante vittime resteranno sul campo.
