Italia Mazzetti d'Altavilla Whisky dai 50 ai 100 euro

Animo

Recensione del primo whisky della famiglia di distillatori Mazzetti

Provenienza: Piemonte (Italia)
Tipologia: Italian Malt Whisky
Gradazione: 48%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex grappa
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Mazzetti d’Altavilla S.r.l.
Prezzo: € 59,00 sullo shop Mazzetti
Sito web ufficiale: mazzetti.it

Si aggiunge un’altra tacca alla crescente lista di whisky prodotti sul suolo italico, e come spesso accade, a cimentarsi con il distillato di cereali è chi con gli alambicchi vanta un’esperienza lunga decenni.
Nata nel Monferrato nel 1846 e da sempre gestita dalla famiglia Mazzetti, giunta alla settima generazione, l’azienda si dedica inizialmente alla produzione di grappe di cui diventa tra i produttori più rinomati in Italia, per poi aggiungere altri distillati come brandy, liquori, gin e, da fine 2024, anche il primo whisky, “secondo Mazzetti” come afferma in etichetta.
Un malto dalla gradazione importante (nota di merito per la distilleria), a partire da malto piemontese distillato in alambicco a bagnomaria a vapore e invecchiato in botti ex bourbon ed ex grappa, tra i tre e i cinque anni, con il nome che gioca con il significato palindromo di Omina, termine latino estratto dal motto nomina sunt omina che richiama la sfida di restare moderni nel rispetto della tradizione.
E quale sfida più grande del cimentarsi con il Re dei distillati?

Note di Degustazione

La gioventù si sente tutta al naso, con una forte presenza di frutta secca (noci pecan, nocciole, arachidi) e cereali, aprendosi nel tempo a evocazioni di miele d’acacia, crema cotta, noce moscata, anice e cacao amaro. Un filo vegetale dai tratti balsamici cuce insieme gli aromi, che in lunghezza tendono ad arrotondarsi portando in primo piano la dolcezza delle botti ex bourbon.
Al palato torna il malto, caldo e rotondo, stuzzicato dalle spezie (pepe nero, noce moscata, anice) e dalle note di caffè e cioccolato che restano sul fondo. Frutta secca ancora protagonista, accompagnata da liquirizia dolce, un’idea di strudel (con parecchia uvetta), pera abate e afflati balsamici più evidenti sul finale di bevuta. Texture solida e cremosa.
Finale abbastanza lungo, di caffè, frutta secca, cioccolato, cereali, spezie e note balsamiche.

Al netto della giovinezza che inevitabilmente ne frena l’evoluzione in bevuta, un whisky solido e piacevole, cui ancora manca personalità che potrebbe sviluppare in invecchiamenti più maturi. Li aspetto tra qualche anno.

Valutazione: 82/100

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