Glen Spey Imbottigliatori indipendenti Infrequent Flyers Scozia Speyside Whisky dai 50 ai 100 euro

Infrequent Flyers Glen Spey 2006 13yo

Recensione di un single cask affinato in PX

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 57,5%
Botte di invecchiamento: Ex sherry PX finish
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Alistair Walker Whisky Company
Prezzo indicativo: 95,00
Sito web ufficiale: www.alistairwalkerwhisky.com
Valutazione: 86/100

Alistair Walker Whisky Company, con la sua linea Infrequent Flyers, è una realtà relativamente giovane fra gli imbottigliatori indipendenti, ma fa comunque un certo effetto compiere un bel salto indietro nel tempo con una proposta, la n. 21 del loro repertorio, che risale a quattro anni fa.
In ogni caso abbiamo oggi nel bicchiere un whisky distillato a Glen Spey nel 2006 e imbottigliato nel 2020, dopo un affinamento in una puncheon ex PX. Dalla botte 4828 sono state ricavate 613 bottiglie oramai non più reperibili nel nostro Paese, da cui il prezzo indicativo che fa riferimento a quello del momento di uscita.
Grazie a Lamberto per il sample.

Note di Degustazione

Il colore ricorda parecchio quello del miele di castagno.
E sarà pure a causa di questa suggestione visiva, ma all’olfatto la prima nota è proprio di miele di castagno, seguita da frutta secca a palate (noci, nocciole), uvetta, gommosa alla fragola e sciroppo d’acero. Insomma più o meno tutto il prevedibile corredo aromatico derivante dalla botte di affinamento. Una leggera pepatura si accompagna a un sentore balsamico che ci rimanda all’eucalipto, mentre un tocco di legna appena tagliata fa il paio con un ricordo piuttosto evidente di vaniglia, che è forse ciò che rimane in termini sensoriali della prima maturazione. Nel tempo spunta un’impressione di aceto.
In bocca le spezie sono decisamente più intense, con pepe e peperoncino sugli scudi. La frutta disidratata, in gran varietà (albicocche e fichi soprattutto), affianca la buccia d’arancia e un po’ si confonde nel portato, molto simile a quello dell’olfatto, della botte ex PX: miele di castagno, caramello e sciroppo d’acero.
Il finale tra il medio e il lungo allinea la frutta disidratata, il miele e una spolverata di pepe.

Maestro del re-racking, Alistair Walker ci ha abituati a finish esplosivi fortemente marcanti, a volte anche troppo. Qui l’apporto della botte ex PX si sente eccome, ma dà l’impressione di essere leggermente meno spinto, se con questo termine rendiamo l’idea. Il che non è per niente un male. Il risultato è un whisky equilibrato e piacevole, beverino a dispetto della gradazione. Peccato non si trovi proprio più.

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