
Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Grain Scotch Whisky
Gradazione: 50%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon first fill e nuove
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Rèmy Cointreau
Prezzo indicativo: € 140,00
Sito web ufficiale: www.bruichladdich.com
Valutazione: 83/100
Il rye prodotto in Scozia non è di certo una novità, pur restando uno stile poco comune per lo scotch c’è chi vi si dedica da anni come Arbikie con il suo Highland Rye.
Ma per Islay, la regina incontestabile dei whisky torbati, realizzare un whisky di segale è una novità assoluta, e a portarla sull’isola non poteva che essere la distilleria più sperimentale di tutte, che da anni porta avanti progetti legati al territorio e alla materia prima.
Distillato del 2017 imbottigliato a marzo del 2023 (cinque anni dichiarati) in 1.800 bottiglie acquistabili solo sul loro shop online (e andate subito esaurite), prende il nome da uno dei principi fondanti dell’agricoltura sostenibile, ovvero la rotazione delle coltivazioni nei campi, alternando cereali diversi per consentire al terreno di arricchirsi e ricaricarsi di nutrienti, riducendo quindi al minimo l’uso di fertilizzanti e additivi.
Segale non maltata al 55% e il restante tutto orzo maltato, in una ricetta che “adatta” alla Scozia i dettami del rye statunitense con una sovrabbondanza di malto d’orzo, mentre nell’invecchiamento ricorre anche a botti nuove solo tostate. Per saperne di più, vi invito ad approfondire con questo articolo del Whisky Club Italia.
Un single grain dunque, non essendo codificato il genere “rye” per le stringenti regole della SWA.
Note di degustazione
Al naso spiccano i biscotti allo zenzero con un pizzico di noce moscata e cannella, accompagnati da marmellata di arancia e mandarino, radice di liquirizia, pancake con sciroppo d’acero, pellicine di arachidi. Il fondo degli aromi esprime una pastosità di caramello salato, pastelli di cera e marzapane. Un rye corposo e un po’ ruffiano.
In bocca esprime una piccantezza gentile, di pepe nero e zenzero, su un corpo abbastanza oleoso in cui si ritrovano liquirizia, caramello, crema al malto, frutta secca (noci, mandorle), biscotti ai cereali, cacao e una lieve nota salina, specie in lunghezza. Legno appena tagliato sul fondo, con accenni balsamici.
Finale non molto lungo e secco di liquirizia, spezie, frutta secca, biscotti al malto, cappuccino con cioccolato, inflessioni vegetali e una vena salina.
Questo Bruichladdich è un po’ come Balto: non è un rye, non è un single malt, sa solo quel che non è. Resta appeso tra le due categorie senza sceglierne convintamente una, cosa probabilmente consapevole volendo essere “altro”, ma nella bevuta resta l’idea di qualcosa di incompiuto e ibrido, senza troppa convinzione.
