
Provenienza: Isola di Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 48,8%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Valinch & Mallet Ltd.
Prezzo indicativo: € 70,00
Sito web ufficiale: www.valinchandmallet.com
Valutazione: 88/100
Con la recensione di oggi facciamo un discreto passo indietro nel tempo, andando ad assaggiare una proposta firmata Valinch & Mallet del 2016: un giovane Lagavulin sotto pseudonimo da singola botte ex bourbon.
Distillato nel 2008 e imbottigliato otto anni dopo al 48,8%, è un whisky ormai impossibile da recuperare (il prezzo indicativo è quello dell’uscita nel 2016), ma ne vogliamo parlare lo stesso, un po’ perché siamo fedeli estimatori delle selezioni di Fabio Ermoli e Davide Romano, un po’ perché Lagavulin rimane negli anni, nonostante la spietata concorrenza, il nostro torbato preferito.
Grazie a Lamberto per il campione.
Note di degustazione
Il colore è oro.
Al naso subito impressioni di carbonella e grasso sulla griglia, con ricordi di legno bruciato da tempo, carne di maiale alla brace e un tocco salmastro che ci riporta all’essenza più profonda di questo whisky di Islay. Una nota di cuoio e una di tabacco da pipa evocano nella nostra fervida fantasia l’immagine di un signore con la barba e le bretelle (chissà perché le bretelle?) che fuma in poltrona. Una leggera spolverata di pepe si accompagna a un sentore di pasta matta, mentre nel tempo prende sempre più corpo la vaniglia. Nel prosieguo della ricognizione olfattiva avvertiamo anche un timido peperoncino.
Al palato, pepe e peperoncino si prendono subito la scena, con fumo da barbecue e carbonella egualmente protagonisti. Pasta frolla bruciacchiata e mela gialla fanno pensare, insieme, a una crostata di mele rimasta in forno un po’ troppo. Caffè in polvere e crema pasticcera affumicata (non sappiamo se esiste, ma la sensazione è quella) insieme non fanno invece pensare a niente, ma si notano parecchio.
Il finale è lungo, caldo e pepato, con carbonella e caffè in polvere.
All’olfatto appare quasi un whisky d’altri tempi, ben più maturo della sua età. In bocca, grazie al contributo delle spezie, mostra maggiormente la sua gioventù. Ma questa distanza non è un difetto, quanto piuttosto un segno di originalità per un dram che al DNA della distilleria aggiunge una dimensione percettiva del tutto peculiare.
