Glen Spey Imbottigliatori indipendenti Lady of the Glen Scozia Speyside Whisky dai 50 ai 100 euro

Lady of the Glen Glen Spey 2012 10yo

Recensione di un Glen Spey da botte ex vino francese

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 58,4%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon ed ex banyuls
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Hannah Whisky Merchants Ltd
Prezzo: € 99,00 su shop.valinchandmallet.com
Sito web ufficiale: www.ladyoftheglen.com
Valutazione: 86/100

Lady of the Glen nasce nel 2012 dalla passione e dall’entusiasmo di Gregor Hannah, allora solo venticinquenne. Per lui il whisky è sempre stato di casa: il padre era solito suonare la cornamusa a matrimoni, feste e celebrazioni di vario genere, e la ricompensa per questo servizio consisteva spesso in bottiglie di Scotch. Poi, durante un periodo di lavoro in un bar, la svolta: la decisione di studiare a fondo la storia e le tecniche, e la scelta di intraprendere l’attività di imbottigliatore indipendente. Questo in estrema sintesi. Quanto al marchio, Gregor desiderava che incarnasse l’essenza della Scozia, pur con un tocco contemporaneo, ed ecco quindi Lady of the Glen, in omaggio al fantasma della dama che si presume vaghi per il castello di Stirling. L’elegante viola del packaging richiama invece il delicato fiore di campo scozzese.
Lady of the Glen propone single cask, spesso a grado di botte, e comunque sempre nel loro colore naturale e senza filtrazione a freddo, ed è importato in Italia da Davide Romano (che ringraziamo per il sample), mente e braccio, insieme a Fabio Ermoli, di Valinch & Mallet.

Oggi assaggiamo un Glen Spey distillato il 6 dicembre del 2012 e maturato in ex bourbon, prima di essere affinato per poco più di un anno in una botte che ha ospitato in precedenza banyuls, un vino dolce naturale francese ottenuto da un blend di uve rosse o bianche, che si basa sulla medesima tecnica di vinificazione di porto, marsala e madera, la mutizzazione, con l’alcol addizionato durante la fermentazione (a differenza dello sherry, in cui viene aggiunto solo a fermentazione completata).
Il whisky è stato imbottigliato il 5 aprile 2023, alla rispettabile gradazione del 58,4%, in 295 esemplari.

Note di degustazione

Il colore è ambra brillante.
Al naso si parte dolci, anzi dolcissimi, con crema pasticcera, zabaione e caramello, con una leggera pepatura, un’impressione di fichi maturi e una nota balsamica di liquirizia. Con il procedere della bevuta si afferma un sentore metallico-ossidativo che però non scalfisce più di tanto il versante zuccherino, con marmellata di albicocca e una scorpacciata di caramelle mou e gommose alla frutta.
In bocca è ancora pepato e dolcione, con fiumi di caramello e frutta, nelle sembianze di albicocca e fichi secchi, e un tocco agrumato di buccia d’arancia. Caramelle latte miele, mou e toffee confermano la supremazia saccarifera, peccato che l’alcol si senta un po’.
Il finale non è lunghissimo e continua a essere sconsigliato ai diabetici, con caramello, albicocca e un tocco di frutta secca (mandorla).

La botte di affinamento ha inciso parecchio sul risultato finale, ma se questo sia un bene o un male, dipende soprattutto dal gusto di ciascuno. A noi il risultato ha convinto, perché nonostante la dolcezza la faccia da padrona, non risulta mai stucchevole o sfacciatamente ruffiana, e il whisky ha nerbo, consistenza e una sua personalità che gli permettono di spiccare.

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