
Provenienza: Lowlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43,6%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon, ex Islay e nuove
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Holyrood Distillery
Prezzo indicativo: € 75,00
Sito web ufficiale: holyrooddistillery.co.uk
Valutazione: 83/100
Sull’onda lunga (ma non si sa ancora per quanto) della rinascita del whisky, anche le Lowland si stanno pian piano ripopolando di distillerie, e tra queste dal 2019 si conta anche Holyrood, che ha riportato la produzione di whisky a Edimburgo dopo quasi un secolo.
Nata grazie alla volontà di David Robertson, Kelly e Rob Carpenter e ai soldi di altri 60 investitori, Holyrood da subito si è distinta per la volontà di giocare con le varietà di orzo e soprattutto lieviti, ben rappresentate dai new make usciti quando le maturazioni erano in corso e tutt’ora disponibili, riproponendo quell’attenzione alla materia prima che ormai è sempre più diffusa tra i nuovi produttori.
Seguendo una politica di totale trasparenza sulla composizione dei propri whisky, il primo single malt è uscito sul finire del 2023 con il nome di Arrival, seguito da un altro l’anno successivo e da due single cask.
E siccome partire dal primo single malt mi sembrava banale, faccio esordire questa distilleria sul blog partendo dal secondo, di marzo 2024, che a differenza di Arrival si presenta torbato.
Mash composto al 56% da malto torbato delle Highlands, 41% malto da distillazione e 3% varietà Chocolate, ben sette varietà diverse di lieviti in proporzioni variabili e tripla maturazione: ampia maggioranza di botti ex bourbon di primo riempimento, una piccola porzione di botti quarter cask ex Islay (quindi torbate per via eterodiretta) e una parte residuale di botti nuove di legno americano.
Note di degustazione
Al naso esordisce con una spiccata freschezza di gioventù, tanto succo di pera, cocco, ananas, albicocca disidratata, propoli e una vivace vena balsamica e mentolata. Dolcezza ben presente con crema pasticcera, vaniglia, caramella mou. La torba è fortemente minerale, con persino qualche velleità costiera, con fumo evidente ma lieve in lunghezza.
In bocca ha una buona cremosità con spezie vivaci (peperoncino, zenzero, cannella), mentre il fumo si fa più spesso virando sul legno ardente a impregnare frutta bianca (mela, pera, pesca), zest di limone, miele d’acacia, crema pasticcera, biscotti al malto, crema di nocciola. Sempre presente la vena minerale, più in sordina quella balsamica, con qualche nota tannica e legnosa in lunghezza.
Finale non molto lungo di frutta secca tostata, pera cotta, braci spente, torba minerale e terrigna, malto.
Giovane ma con personalità, tutto il lavoro fatto si sente e si apprezza pur essendo ancora un po’ basico, una valida alternativa ai “soliti” torbati di Islay che potrebbe piacere a chi li rifugge.
