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Càrn Mòr Imbottigliatori indipendenti Imperial Morrison Distillers Scozia Speyside

Càrn Mòr Imperial 1989

Recensione di un single cask di Càrn Mòr da una distilleria demolita, Imperial.

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Morrison Distillers
Prezzo: € 292,00 su FerroWine
Sito web ufficiale: www.morrisondistillers.com
Valutazione: 88/100

Morrison & MacKay sono imbottigliatori indipendenti con un’azienda orgogliosamente famigliare che da generazioni lavora con il whisky, partendo come commercianti nel diciottesimo secolo fino ad arrivare ai giorni nostri, con all’attivo due etichette dedicate al whisky (Càrn Mòr e Bruadar) e una distilleria, Aberargie, fondata nel 2017 nelle Lowlands appena fuori Perth.
Sotto Càrn Mòr si trovano whisky single cask, a edizione quindi limitatissima, scelti con cura tra nomi noti e altri meno noti ma storici, come Imperial.
Fondata nel 1897 da Thomas Mackenzie, l’anno del giubileo di diamante della Regina Vittoria (da cui il nome dato alla distilleria), Imperial nasce con grandi prospettive e impianti imponenti, forte dell’esperienza di un’altra etichetta, Dailuaine.
Il tempismo si rivela però pessimo e la distilleria chiude dopo appena due anni, riaprendo nel 1919 per volontà della futura Diageo, che pensa bene di chiuderla di nuovo nel 1925 lasciandola silente questa volta per trent’anni.
Di chiusure ce ne saranno ancora, nel 1985 e nel 1998, l’ultima in via definitiva.
Entrata a far parte del portafoglio di Pernod-Ricard nel 2005, c’è stata per qualche tempo una vaga speranza che Imperial tornasse attiva, speranza del tutto vanificata dalla demolizione del 2013 per fare posto a Dalmunach.

Distillato il 18 dicembre del 1989, il whisky ha passato i suoi 27 anni di invecchiamento in un’unica botte ex bourbon che ha prodotto 188 bottiglie a grado pieno, parte della serie Celebration of the cask.
Grazie di cuore a Fabio Ermoli di Lost Dram per il campione.

Note di degustazione

Oro chiaro nel bicchiere.
Corposo ma gentile all’olfatto, con tanta cera vellutata che avvolge toni agrumati (arancia, kumquat), buccia di pesca, albicocca, miele, crema al limone, pasta frolla. Pieno e ricco, a lasciarlo respirare nel bicchiere esprime un aspetto quasi erborinato che si armonizza con la paletta aromatica rendendola più tridimensionale. Elegantissimo.
Si conferma la cerosità al palato, che scivola suadente sulla lingua, con appena una punta di pepe bianco ancora su frutta gialla con l’aggiunta di mango e ananas (e pure un vago melone), marzapane, arancia, cioccolato bianco, miele. Nocciole. Meno “spinto” che all’olfatto ma comunque generoso.
Finale lungo e secco di nocciole, pasta frolla, propoli, cioccolato bianco.

A un naso sontuoso non corrisponde un palato altrettanto potente, qui l’invecchiamento ha probabilmente pesato sul risultato finale dato che è sì a grado piano ma molto basso.
Resta comunque un whisky dall’eleganza rara, che offre un’esperienza piena e rotonda, da apprezzare con la dovuta calma.

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