Highlands Scozia Tullibardine

Tullibardine 15yo

Recensione del quindicenne di Tullibardine.

Provenienza: Highlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon first fill
Filtrato a freddo: 
Colorazione aggiuntiva: 
Proprietà: Picard Vins et Spiriteux
Prezzo: € 55,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: https://www.tullibardine.com/
Valutazione: 81/100

Quando si parla di distillerie scozzesi, ormai si sa, fanno a gara per trovare un appiglio storico per definirsi “le più antiche di Scozia”.
Tullibardine (che prende il nome dall’omonima brughiera) fa risalire al 1488 le origini non di una distilleria ma di una birreria a Blackford nelle Highlands, ove pare che un giovane re Giovanni IV di Scozia si fermò per un boccale (o due).
Bisogna arrivare al 1947 perché al posto di questa storica birreria William Delmé-Evans fondi la distilleria, approfittando delle limpide acque del torrente vicino che discende direttamente dal monte Ochil.
Inizia la produzione due anni dopo, passando in breve la proprietà alla Brodie Hepbun ltd. che negli anni ’70 a sua volta cede Tullibardine a Invergordon, che procede ad ampliarne la capacità produttiva, finendo poi nelle mani di White & MacKay dopo esserne stata inglobata.
Il 1995 vede la chiusura della distilleria per eccedenza produttiva, e bisognerà aspettare il 2003 perché la Tullibardine Distillery Ltd la acquisti per riaprirne i battenti, inizialmente con una produzione a basso regime che via via cresce nel tempo.
L’attuale proprietà subentra nel 2011, creando due anni dopo una divisione specifica chiamata Terroirs Distillers, che amplia notevolmente la struttura con magazzini, centro visitatori e una nuova linea di produzione.

I primi imbottigliamenti si distinguono per la scelta originale di dare il nome in base alle dimensioni delle botti in cui hanno riposato, per cui abbiamo i Tullibardine 225, 228 e 500, ovvero whisky maturati rispettivamente in botti ex sauternes da 225 litri, ex borgogna da 228 litri ed ex sherry da 500 litri.
Ci sono quindi la linea Signature (di cui fanno parte quelli citati più il Sovereign e questo 15 anni), la Marquess Collection, la Fine Aged Collection (due imbottigliamenti da 20 e 25 anni) e la Custodians Collection, con espressioni dai vintage molti importanti, a partire dal 1952.
Questo 15 anni è il primo imbottigliamento a età dichiarata prodotto dalla nuova proprietà, rilasciato nel 2019, e rappresenta quindi l’apice (fin qui) del lavoro del nuovo distillatore.

L’impatto della botte di bourbon è notevole al naso, molto pieno e intenso, principalmente di frutta matura (banana, mela, pera, albicocca) assieme ad aranciata, vaniglia, noci pecan. Presenti anche note erbacee piuttosto vivaci, umide, che spezzano il dominio della dolcezza.
In bocca si rivela meno deciso, concedendo più spazio a tocchi speziati (cannella e chiodi di garofano) e ruvidezza del cuoio, mantenendo anche quell’aspetto erbaceo e un po’ metallico dell’olfatto in primo piano. Restano le impressioni di bibita all’arancia, tocco di liquirizia dolce, marshmellow, albicocche secche. Un po’ scomposto e disarmonico.
Finale mediamente lungo e secco, speziato, di frutta secca, liquirizia, legno, arancia.

Il naso prometteva di più, il risultato finale è un whisky che sembra ancora troppo giovane, disordinato, poco convinto ancora della sua strada. Ci sono però note interessanti, che lasciano ben sperare in invecchiamenti futuri.

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