Glenkinchie Lowland Scozia

Glenkinchie 12yo

Recensione del Glenkinchie 12yo, uno dei sei Classic Malts di Diageo.

Provenienza: Lowlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Diageo
Prezzo: € 44,00 su WhiskyShop
Sito web ufficiale: https://www.malts.com/en-row/distilleries/glenkinchie/
Valutazione: 76/100

Con la chiusura, nel 1993 e nel 1994, di Rosebank e Littlemill, si sono ulteriormente ridotte di numero le distillerie attive nelle Lowlands: fra queste, Bladnoch, la più a Sud di Scozia, uscita in tempi recenti da una pesante crisi, Auchentoshan, dei cui whisky ci siamo occupati, finora, con la recensione del 12 anni, e Glenkinchie, localizzata a venticinque chilometri da Edimburgo, vicino al villaggio di Pentacaitland.

Fondata nel 1837 da John e George Rate, Glenkinchie, con i suoi due enormi alambicchi e le sue diecimila botti di stoccaggio, è una delle numerose distillerie a marchio Diageo dei cui Six Classic Malts è entrata a far parte nel 1998, in rappresentanza delle Lowlands (gli altri sono: Dalwhinnie per le Highlands, Cragganmore per lo Speyside, Talisker per Skye, Oban per le Highlands occidentali e Lagavulin per Islay).
Vista la proprietà, allora, non deve stupire che il 50% della produzione annua di Glenkinchie finisca nei vari blended di Diageo, fra i quali il Johnnie Walker Red Label e il Black Label.
Sono solo due, al momento, gli imbottigliamenti ufficiali del core range: il 12 anni in esame oggi e una Distillers Edition (con lo stesso invecchiamento nelle versioni più recenti), finita in botti ex sherry amontillado.
Il Glenkinchie 12yo sostituisce dal 2007 il 10 anni e rappresenta, evidentemente, il malto base della distilleria. Proposto a 43 % ABV, è tutto sommato poco conosciuto e non così facilmente reperibile, almeno in Italia.

Nel bicchiere si presenta di un oro dai riflessi color miele piuttosto invitante.
All’olfatto, su una base di limone così tenue da sfiorare l’illusione, poggia un sentore di datteri glassati appena più intenso, mentre una punta di zenzero pizzica il naso. Si avverte ahinoi un po’ di alcol.
Il palato è assolutamente coerente con l’olfatto, con un tocco di nocciola in più. Pur difettando in ricchezza aromatica, non è spiacevole, ma è molto penalizzato dall’assenza di una qualsiasi spinta.
Il finale è medio corto, senza sussulti, su note di cereali.

Non un whisky cattivo, ma anemico, che nel tempo non lascia grandi ricordi.
Chi lo definisce un malto “da aperitivo” non è probabilmente lontano, nel bene e nel male, dalla verità.

Gli altri imbottigliamenti del blog:
Glenkinchie Distillers Edition 2019

Le recensioni degli altri:
The Scotch Noob (inglese)
Whisky Rant! (inglese)

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