Islay Kilchoman

Kilchoman Sanaig 2018

Recensione del Kilchoman Sanaig, dalla distilleria (per ora) più giovane di Islay.
Kilchoman Sanaig

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46,0%
Botti di invecchiamento: Ex Bourbon ed Ex-Sherry-Oloroso
Filtrato a freddo: No.
Colorazione aggiuntiva: No.
Proprietà: Kilchoman.
Prezzo medio: € 55,00
Sito web ufficiale: https://kilchomandistillery.com/
Valutazione: 8

Come ormai saprete, Islay per il whisky è una specie di paradiso: con quasi più distillerie che abitanti, la produzione di scotch dell’isola è una delle più note e rinomate, specie per gli amanti dei torbati che qui trovano molte espressioni interessanti.
La più recente delle distillerie con imbottigliamenti in commercio è Kilchoman: di proprietà della famiglia Wills, ha aperto i battenti nel 2005 e fin dalla prima bottiglia prodotta nel 2009 non ha mai smesso di mietere premi (oltre al malto, coltivato in parte in loco).
Dal 2019 ha perso il primato di più giovane distilleria di Islay con l’apertura di Ardnahoe, che al momento non ha ovviamente distribuito imbottigliamenti propri.

È stupefacente come una distilleria che si può correttamente definire a conduzione famigliare sia riuscita in così poco tempo a costruirsi una (meritatissima) fama, grazie anche all’intelligente capacità di creare da subito degli imbottigliamenti particolari che, negli anni, hanno saputo evolversi e conquistare un’ampia fetta di appassionati. Il 100% Islay è uno degli imbottigliamenti più attesi ogni anno, e la resa qualitativa non è solo coerente nel tempo, ma persino in crescita.
E una nota di merito va anche al loro sito web, moderno e davvero molto piacevole da navigare.

Fratello del Machir Bay (di cui parleremo in futuro), questo Sanaig vi si differenzia per la marcata influenza delle botti ex-Sherry-Oloroso, in una percentuale del circa 70% rispetto a quelle ex-Bourbon, influenza però meno presente di quanto si potrebbe pensare.
Di un invitante colore dorato (100% naturale), al naso l’influenza sherried si percepisce subito nella frutta matura a braccetto con la vaniglia, con uno strato torbato molto sottile ed elegante. A lasciarlo respirare (non siate golosi e aspettate un po’, suvvia!), arriva anche un pizzico di medicinale, e il lato torbato pare più erbaceo che bruciacchiato. Aroma complessivamente pieno e gradevole, senza alcuna invasività da parte dell’alcol.
Difatti, ora che si può finalmente berlo, l’alcol risulta ancora domo, e arriva invece una discreta componente di arancia ad aggiungersi agli stessi sentori fruttati ed erbacei dell’olfatto, con l’affumicatura più presente che al naso. Ancora la nota medicinale, ma più salina, con la deliziosa componente oceanica isolana. La dolcezza dello sherry non sgomita e viene costretta a convivere con gli altri aromi, tanto che a tratti si percepisce persino una punta amarognola. Non proprio bilanciatissimo, forse troppo giovane per essere più compatto e coerente, ma la bevuta nel complesso è piacevole, e lascia nel finale torba e salinità ad accompagnarne il ricordo per un tempo abbastanza lungo.

Sulla carta poteva essere una bomba sherried, e invece il carattere Kilchoman ha domato la dolcezza delle ciliegie, anche se il risultato finale può essere perfezionato. Ma avercene…

Le recensioni degli altri:
Whisky Facile
The Whiskey Reviewer (inglese)
The Scotch Noob (inglese)

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