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Irlanda Walsh Whiskey Whisky da 0 a 50 euro Writers' Tears

Writers’ Tears Red Head Chapter 2

Recensione del single malt irlandese tutto in sherry

Provenienza: Carlow (Irlanda)
Tipologia: Single Malt Irish Whiskey
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex sherry oloroso
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Walsh Whiskey
Prezzo: € 46,00 su Aquavitae
Sito web ufficiale: walshwhiskey.com
Valutazione: 83/100

Dopo qualche tempo torniamo dai coniugi Walsh con una delle loro due etichette, il Writers’ Tears, che nella sua versione base è un blended pot still.
Qui invece abbiamo un single malt invecchiato per un tempo indefinito in botti spagnole stagionate con sherry, allontanandosi dunque da quella che è la tradizione irlandese, nel solco della differenziazione e della ricerca cui la new wave dell’Isola Verde ci ha ormai abituato da tempo.
Tripla distillazione per un whiskey proveniente da terzi (Bushmills, probabilmente), prima edizione nel 2016 mentre quella tra le mie mani è la seconda imbottigliata a ottobre del 2020.
Una nota merita la bottiglia in sé, con una “lacrima” appena sotto il collo e un bel design slanciato, come tutte quelle dell’etichetta.
Ringrazio Ghilardi Selezioni per la gentile bottiglia.

Note degustative

Al naso mostra tutta la sua giovinezza, con intense spezie del legno (noce moscata, soprattutto) e una nota acida e vinosa intrisa a un’anima erbacea su cui sono innestati marzapane, pera, prugna, marmellata d’arancia, limone e un tocco d’anice. Sherried ma non troppo.
Corpo abbastanza leggero, con una discreta oleosità, ma non privo di nerbo, grazie anche a una gradazione ben presente, con un’iniziale pepatura che anticipa un palato dove l’influenza del vino liquoroso appare più netta. Spezie, uvetta, frutta secca, prugne, arancia candita, albicocca essiccata, marzapane e cereale, che resta al centro del palcoscenico e fa da traît d’union alla bevuta. Note di cioccolato e tabacco in lunghezza.
Finale abbastanza lungo e speziato di legno, frutta secca, cereale, cioccolato, tabacco.

Un whiskey che gioca sulle finezze, che viste la sua (probabilmente) giovane età e l’influenza dello sherry può sembrare un ossimoro, e invece funziona. Non offre particolare profondità o stratificazione, e non manca di qualche sbavatura, ma dimostra come si possa esaltare il malto pur usando una botte potenzialmente coprente. E non è cosa da poco.

Recensioni di whiskey da Walsh Whiskey nel blog:
The Irishman Cask Strength 2020
The Irishman Small Batch
Writers’ Tears Copper Pot

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