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Glen Spey Scozia Speyside Whisky dai 50 ai 100 euro

Glen Spey 12yo Flora & Fauna

Recensione dell'unica espressione ufficiale di Glen Spey.

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: 
Colorazione aggiuntiva: 
Proprietà: Diageo
Prezzo indicativo: € 68,00
Sito web ufficiale: N/D 
Valutazione: 68/100

Nata come Mill of Rothes per volontà della James Stuart & Co. nel 1878, aggiungendo l’attrezzatura per la distillazione al preesistente mulino per la produzione di farina d’avena, diventa Glen Spey nove anni dopo, passando di proprietà ai londinesi W. & A. Gilbey, già padroni di Knockando e Strathmill.
La storia della distilleria è piuttosto simile a tante altre in Scozia, con diversi passaggi di mano, qualche intoppo (tra cui un incendio nel 1920), per poi finire nel 1997 all’attuale proprietà Diageo, che usa il whisky prodotto in loco per realizzare il blended J&B.

Questa è di fatto l’unica espressione ufficiale di Glen Spey, affiancata nel tempo da un paio di edizioni limitate (Manager’s Dram e Manager’s Choice) dedicate ai soli dipendenti.
Caratteristica della distilleria è l’uso di un purificatore, una specie di piccolo condensatore che restituisce una parte dei vapori di alcol all’alambicco per essere ridistillata, dando vita a un distillato più leggero e “pulito” allo stesso modo di Glen Grant.
In etichetta è rappresentato un regolo comune, uccello di casa nella pineta attorno alle rovine del castello di Rothes, nelle vicinanze della distilleria.

Note di degustazione

Naso che presenta una nota leggera di cannella su mela, pera cotta, mandorla, miele, cereali bagnati, goccia di limone. Piuttosto semplice e fresco, con tocchi floreali e un’impressione di impasto per il pane, mentre in lunghezza appare un vago sentore di cartone.
Pizzico di zenzero e pepe all’ingresso in bocca, di corpo leggero, ripropone sentori giovanili di cereali e lievito su accenni di frutta (banana acerba, pera, ananas), limone, nota metallica e ancora quella sensazione di masticare cartone.
Finale di media lunghezza, alcolico e metallico, di cereali, pepe e una punta amara.

Un whisky molto basico, senza personalità e con tanti, troppi spigoli al punto da avventurarsi al limite del respingente. Peccato.

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