
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 54,5%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon, ex porto finish
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Gleann Mòr Spirits Company
Prezzo indicativo: € 140,00
Sito web ufficiale: gmspirits.com
Valutazione: 89/100
Nato nel 2015, Gleann Mòr è un imbottigliatore indipendente scozzese con sede a Edimburgo, che nonostante la giovane età si è già ritagliato con le sue proposte, soprattutto quelle della serie più prestigiosa, Rare Find, cui appartiene il whisky odierno, una certa considerazione presso gli intenditori. A titolo informativo, oltre che di whisky Gleann Mòr si occupa di gin, rum e pre-mixed cocktails, ed è il partner ufficiale della squadra di calcio locale, l’Hibernian Edinburgh.
Oggi assaggiamo un single cask di Linkwood distillato nel 1997 e imbottigliato nel 2016 a grado pieno, che dopo diversi anni in ex bourbon ha ricevuto un finish di durata non precisata in una botte ex porto. Nessuna reperibilità in Italia per questo imbottigliamento, da cui il prezzo indicativo.
Il whisky di Linkwood è notoriamente duttile, ma l’influenza del porto – si sa – può risultare difficile da gestire. Vediamo come va qui.
Grazie a Lamberto per il sample.
Note di degustazione
Il colore è oro.
Al naso l’attacco è decisamente floreale con un ricco bouquet in cui spiccano viola, mughetto e ciclamino. Una leggera pepatura accarezza sentori di pane appena sfornato e di caramella gommosa ai frutti di bosco. Ma le gommose non sono finite: troviamo anche quelle all’albicocca. Fichi secchi e pesca disegnano i contorni di un versante fruttato non preponderante, con una nota citrica di fondo riconducibile alla buccia di limone. Un miraggio di vaniglia si accompagna a una sensazione di uva rossa appena colta dalla vite. A bevuta conclusa, rimane nel bicchiere una curiosa impressione di crosta di pane.
Al palato l’assortimento di gommose alla frutta è persino più generoso che all’olfatto e va di pari passo con un cesto di frutta non meno fornito: mela, pera, albicocca e pesca. Poi creme, creme, creme (ho detto creme?): ai frutti di bosco, alla mandorla, alla viola, con crosta di pane nelle retrovie. Gradazione non pervenuta.
Il finale è lungo e fruttato, e vede il ritorno della nota citrica a braccetto delle gommose ai frutti di bosco.
Ora, noi avremo pure un debole, peraltro già ampiamente confessato, per Linkwood, ma questo ci sembra davvero un whisky di alto profilo, con un finish da manuale: il contributo della botte ex porto si avverte, ma non è soverchiante. Vinosità zero, tanta frutta e una spiccata dimensione zuccherina. Per chi ama il genere c’è di che godere.
