
Provenienza: Isola di Mull (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 50,2%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Hidden Spirits
Prezzo: € 215,00 su raroshop.it
Sito web ufficiale: hiddenspirits.it
Valutazione: 88/100
Hidden Spirits è un imbottigliatore indipendente italiano con sede a Ferrara di cui finora, considerando l’alto livello della sua proposta, ci siamo forse occupati meno di quanto meritasse.
Iniziamo allora a porre rimedio, assaggiando un single cask di Tobermory, distillato nel 1995, come quello ex sherry di Cadenhead’s recensito pochi giorni fa, e imbottigliato nel 2020 al 50,2% dopo 25 anni trascorsi in una hogshead ex bourbon.
Outturn di 248 bottiglie, difficili ma non ancora impossibili da recuperare.
Grazie a Lamberto per il campione.
Note di degustazione
Il colore è oro chiaro.
Sul piano olfattivo il primissimo impatto è con una nota piuttosto evidente di frutto della passione che più che sull’isola di Mull ci proietta, in sintonia con l’estate, su un atollo caraibico. Mela e pera sotto spirito arricchiscono il versante fruttato, mentre una spolverata di pepe e timo dona ulteriore brio all’insieme. C’è del secco: frutta (noci), biscotti (Oro Saiwa) e un curioso sentore di foglie (secche pure loro). Un ricordo di crema alla vaniglia si accompagna a uno di mandorlato Sperlari (quest’ultimo non proprio estivo…), con un’impressione di legno chiaro in sottofondo. Nel prosieguo, un po’ a sorpresa, fragola.
Dopo l’imbocco pepato, la corrispondenza con l’olfatto è quasi assoluta sul piano dei marcatori, molto meno su quello dell’intensità: mela e pera sotto spirito (più che al naso), frutto della passione (meno), legno chiaro (più), con crema alle mandorle e due interessanti novità: la scorza di arancia gialla e la pesca.
Il finale è lungo e speziato, con molta frutta a polpa bianca sotto spirito e il frutto della passione a chiudere idealmente il cerchio.
Se la durata dell’invecchiamento poteva far presagire un whisky austero, compassato e un po’ prevedibile, la realtà nel bicchiere è ben diversa, con un dram sfaccettato, dinamico e mai banale che fa senz’altro onore sia alla distilleria da cui proviene che all’imbottigliatore che lo ha selezionato.
