
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 44,2%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry seasoned
Filtrato a freddo: Sì
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Edrington Group
Prezzo: € 240,00 su Spirit Academy
Sito web ufficiale: www.themacallan.com
Valutazione: 82/100
Terza edizione della Harmony Collection, facendo seguito a quelle dedicate al cacao e all’arabica, che vede la natura scozzese come ispiratrice dei due imbottigliamenti, Green Meadow e questo Amber Meadow.
Con la sostenibilità sempre al centro di questa serie, confezione ed etichetta sono state realizzate utilizzando scarti degli sfalci dei prati (meadow), mentre il lancio è stato realizzato in collaborazione con le sorelle Stella e Mary McCartney (sì, le sue figlie), che hanno anche realizzato un set di bicchieri e altri accessori per accompagnare le bottiglie, nella consueta politica del marchio di legare il proprio nome a volti noti del lusso.
Lasciamo da parte l’experience su cui Macallan punta tantissimo e veniamo al contenuto di questo imbottigliamento, che vuole rappresentare l’autunno così come il fratello incarna la primavera, nel cui invecchiamento compaiono botti ex bourbon affiancate alle consuete botti stagionate in sherry, il tutto per un tempo come sempre non precisato.
Note di degustazione
Al naso è il miele di castagno abbracciato alla vaniglia a esordire dal bicchiere, con punteggiature di frutti rossi (ribes, lamponi), albicocche secche, cocco, olio di argan, mandorle. Venatura vegetale e lievemente floreale di fondo. Le note morbide e calorose sono in costante lotta per la supremazia con quelle pungenti ed erbacee, perdendo ai punti in lunghezza.
La parte avvolgente che faticava a mantenere la posizione all’olfatto, al palato capitola definitivamente, spazzata via dalle note acidule dei frutti rossi che si prendono la scena, complici la parte erbacea (tè verde, eucalipto), fruttata (mela verde, pera, mandorla), scorza di limone, zenzero, un tocco di malto e afflati mentolati.
Finale abbastanza lungo in cui la parte erbacea e quella sherrosa si rincorrono, unite a punte amarotiche di china, mandorle, accenni di caramello e legno.
Un naso promettente che non mantiene al palato, anche nell’evocazione autunnale riesce solo a metà, scegliendo di battere strade già note e con una gioventù di base che non lascia spazio ad alcuna profondità.
