
Provenienza: Lowlands (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 60,2%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon, ex vino, ex sherry, STR
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Lindores Abbey Distillery
Prezzo indicativo: € 75,00
Sito web ufficiale: lindoresabbeydistillery.com
Valutazione: 85/100
Negli imbottigliamenti della distilleria nata nello storico sito cui si fa risalire la prima menzione sulla produzione di distillato di orzo, non poteva mancare la versione dedicata al frate che ne fu redattore, quel John Cor che ordinò una discreta quantità del cereale per accogliere il re in visita alla sua abbazia con del buon distillato sul finire del quindicesimo secolo.
E in questo imbottigliamento tutto omaggia il frate, dal colore nero del vetro come il saio indossato all’epoca dai frati sino al lunghissimo nome in etichetta, che gioca sul significato di congrega dei religiosi e congrega delle botti, qui piuttosto numerose tra ex bourbon, ex sherry, ex vino francese Monbazillac e botti ex vino STR.
Grado pieno, edizione in 5.783 bottiglie dei primi del 2023 di cui è già uscito il secondo capitolo con botti diverse, tra cui anche torbate.
Note di degustazione
Al naso rivela una morbida dolcezza, totalmente priva di esuberanza alcolica, una burrosa crostata alla marmellata di frutti di bosco e albicocca, prugne e pere mature, crema pasticcera e miele. Più marcata nel tempo la componente rossa della frutta, declinata nella dolcezza di ciliegie e uvetta, mentre c’è giusto una lieve increspatura di fondo, una vena asprigna e vegetale che percorre gli aromi, in crescendo. Un bell’equilibrio complessivo, molto amabile.
In bocca compaiono le spezie, non assenti ma sopite all’olfatto, con pepe, paprika, anice e cannella che accompagnano la gradazione più presente ma sempre bilanciata, mentre le evocazioni virano con decisione sull’aspetto vinoso delle botti, con toni asprigni e tannini che si rincorrono tra frutti rossi (mirtilli, more, ribes), frutta secca (noci, pinoli), prugne secche, uvetta e zest di limone. Vaniglia, miele e pasta di zucchero stanno nelle retrovie, mentre la vena vegetale fa da trait d’union con il naso. Brevi impressioni di cioccolato.
Finale abbastanza lungo e tannico, di frutti rossi, limone, spezie, Mon Chéri e note vegetali.
Una tenuta eccellente della gradazione piena esalta la congrega delle botti, portando a un equilibrio quasi senza sbavature, sia pure nella sua semplicità. Un dram che riesce a domare le influenze vinose con maestria, cui manca giusto l’età per toccare l’eccellenza.
