Armorik Francia Whisky dai 50 ai 100 euro

Armorik 15yo

Recensione del whisky bretone in versione limitata

Provenienza: Bretagna (Francia)
Tipologia: Single Malt Breton Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Distillerie Warenghem
Prezzo indicativo: € 100,00
Sito web ufficiale: armorik.bzh
Valutazione: 87/100

Seconda edizione limitata a portare questo invecchiamento, uscita a settembre del 2022, frutto della maturazione per nove anni in botti ex bourbon e per i restanti sei in botti ex sherry, il tutto senza coloranti o filtrazione a freddo e con 1.500 bottiglie prodotte
Ho già tessuto più volte le lodi del whisky prodotto da questa distilleria bretone, che con una produzione solida e di qualità meriterebbe ben altra attenzione da parte degli appassionati, e nel mio piccolo cerco di “scavare” un solco nel cuore dei bevitori italici con questi articoli e infilando i loro imbottigliamenti nelle degustazioni che organizzo!
Grazie a Distillerie Warenghem per il gentile campione.

Note di degustazione

La lunga maturazione finale è ben presente all’olfatto, uno sherry polveroso e speziato (oloroso?) dove l’abbondanza di noce moscata si adagia su legno antico, frutta secca (mandorle, macadamia) e rotella Haribo, con una venatura di cardamomo a siglare gli aromi. Impressioni più dolci si agitano sul fondo, frutta iper matura con un tocco tropicale (ananas, mango), zucchero di canna, meringa e persino crema pasticcera. Danza sul limite dell’eccesso senza mai travalicarlo.
In bocca riserva qualche sorpresa, presentando una buona consistenza dall’imbocco pastoso e sapido con evocazioni quasi umami, con tratti amarotici e speziati intrecciati a ribes acerbo, ananas, cioccolato, chicco di caffè. Tratti agrumati di pompelmo si intrecciano a liquirizia e una lieve vena vegetale, mentre in lunghezza sale e carnosità segnano il palato.
Finale abbastanza lungo, che prosegue il tema sapido e asciutto con una lieve astringenza, dove le note vegetali si fondono con frutta acerba, liquirizia e spezie.

Le botti ex sherry hanno lavorato molto sul distillato senza però soverchiarlo, creando un insieme complesso e dalle evocazioni molto “masticabili”, in cui la maturazione iniziale gioca in punta di fioretto nell’abbassare i toni evitando la tracimazione. Ne scaturisce un whisky non facile, ombroso, inatteso, probabilmente imperfetto ma molto divertente (e beverino).

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