
Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon fist fill
Filtrato a freddo: Sì
Colorazione aggiuntiva: Sì
Proprietà: Brown Forman
Prezzo: € 144,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: www.benriachdistillery.com
Valutazione: 84/100
Torniamo sul vecchio core range della distilleria del monte Riach con quello che, all’epoca, era l’invecchiamento più alto. Oggi, con il totale restyling degli imbottigliamenti, è superato dai ventuno, venticinque e trent’anni, quindi di fatto si tratta di una versione che non viene più prodotta ma ancora ampiamente reperibile. Prima di sparire, aveva già cambiato design passando in etichetta scura.
Botti ex bourbon di primo riempimento, a gradazione poco superiore a quella base e, come gli altri imbottigliamenti, con colorante e filtrazione a freddo: fin qui, questa distilleria mi ha lasciato alquanto freddino, magari potrei ricredermi con questo ventenne.
Note di degustazione
Al naso è un’esplosione di spezie del legno, molto intensa, di noce moscata, cannella e resina che pizzicano il naso grazie anche a una lieve spolverata di zenzero. Un olfatto molto “scuro” che richiama la melassa, con albicocche e prugne secche, uvetta, mela cotta, caramello tostato, chiodi di garofano, vaniglia. Cioccolato e cuoio. Le botti ci sono andate giù pesanti, risultando alquanto coprenti ma comunque piacevoli.
In bocca ha un buon corpo, abbastanza pieno, con ancora le spezie a fare da cappello assieme a una ricca spolverata di paprika. Frutti rossi e frutta cotta dominano il palato, accompagnati da arancia candita, cioccolato, caramello, radice di liquirizia, cera per legno. C’è un filo amarotico che annoda i sapori, compensando la tendenza decadente del whisky e riportandolo nell’alveo di una buona eleganza. Leggera tostatura di fondo.
Finale non molto lungo, di pepe e chiodi di garofano con cioccolato, mela cotta, caramello, tabacco e una lieve nota di fumo.
Gli manca giusto quel guizzo in più che, forse, gli avrebbe donato una gradazione più alta, ma resta una bevuta molto piacevole ed elegante, che gioca sul limite dell’eccesso ma trova una sua strada grazie agli equilibri (precari) delle proprie tonalità.
