High West USA

High West Double Rye! (batch 20B11)

Recensione di un rye whiskey proveniente dallo Utah.

Provenienza: Utah (USA)
Tipologia: Rye Whiskey
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Vergini americane tostate
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: High West Distillery
Prezzo indicativo: € 30,00
Sito web ufficiale: https://www.highwest.com/
Valutazione: 89/100

Prima distilleria a tornare in Utah dai tempo del Proibizionismo, la High West Distillery nasce per volontà di David Perkins e sua moglie Jane nel 2006, iniziando la distillazione l’anno successivo.
Proveniente dagli studi di biochimica, Perkins rimase folgorato dalla lavorazione del whiskey durante una visita a Makers’s Mark, molto simile nel processo rispetto all’attività in cui era occupato all’epoca.
Partiti da una piccola struttura con una produzione ridotta (dotata di saloon) a Park City, crescendo di fama e diffusione negli anni arrivano a fondare una seconda distilleria a Wanship, sempre nello Utah, nel 2015.
La produzione si mantiene ridotta, con parte della fornitura proveniente dalla MGP Distillery.
Nel loro portafoglio base si trovano il presente Double Rye!, American Praire Bourbon, Rendezvous Rye e Campfire, cui si aggiungono diverse edizioni limitate e speciali.

Il whiskey che assaggerò oggi (da un batch del 2020) nasce, come intuibile, da un blend tra due rye whiskey (whiskey di segale), invecchiati minimo tre anni e massimo sette, l’uno composto al 5% con malto d’orzo proveniente da MGP e al 95% da segale, l’altro al 20% da segale maltata in loco e al 80% da segale di provenienza non specificata.
Il punto esclamativo alla fine del nome sta a indicare l’intenzione di creare il rye più speziato al mondo, consigliato per la miscelazione ma anche in solitaria.
Grazie a Giorgia Vendramin di Compagnia dei Caraibi per la gentile bottiglia.

Ambra nel bicchiere.
Biscotti alla cannella e zenzero (tipo quelli Ikea), melassa, fieno e un tocco di liquirizia arrivano subito al naso, in un insieme caldo e speziato molto piacevole. Il substrato degli aromi è molto erbaceo, quasi balsamico, ma con quell’anima da dolce natalizio nordico che gli dona sostanza. Scavando, si trova anche frutta come prugne, mele cotogne cotte, mango e un tocco di arancia rossa. Nel tempo, gli aromi si arricchiscono e ispessiscono.
E le componenti speziate ed erbacee dominano al palato, con la cannella a guidare la carica di anice, aneto, aghi di pino, fieno. Complice la gradazione che, pur non particolarmente alta, si fa sentire, gli aromi spiccano e scaldano scivolando oleosi e compatti, con liquirizia, mele cotte, arancia, scorzetta di limone, goccia di miele. Leggero sentore di legno appena tagliato sullo sfondo.
Finale abbastanza lungo, di liquirizia, cannella, bustina da tè usata, anice e un pizzico di cioccolato.

Ammetto di avere poca esperienza con i rye, quindi prendete queste mie impressioni con ancora più relativismo del solito, ma questo whiskey va giù che è un piacere: ricco, caldo, morbido, speziato… bevuta piena e soddisfacente, pericolosamente invitante a far seguire bicchiere su bicchiere. E a un prezzo che definire stracciato è dir poco.
E l’ho provato in estate, in inverno mi finirei la bottiglia in una sera…

Le recensioni degli altri:
The Scotch Noob (inglese)
Breaking Bourbon (inglese)

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