Isola di Islay Laphroaig Scozia

Laphroaig PX Cask Triple Matured

Recensione di un Laphroaig invecchiato in tre botti diverse.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 48%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon barrel e quarter cask, ex sherry Pedro Ximénez
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Suntory
Prezzo: € 79.00 su WhiskyShop
Sito web ufficiale: https://www.laphroaig.com
Valutazione: 85/100

Laphroaig lo riconosci subito.
Le sue note di iodio e alga, i suoi sentori “medicinali” che fanno pensare a una garza d’ospedale, a un collutorio, a un antisettico, sono talmente particolari che in un ipotetico blind tasting anche un bevitore occasionale non stenterebbe a indovinarlo. Uno slogan di qualche anno fa recitava: “O lo ami o lo odi”. Proprio così: Laphroaig è un whisky pensato per dividere.
E oggi, di fronte a un dram di Laphroaig PX Cask Triple Matured, ci chiediamo: cosa succede quando un whisky estremo, spigoloso, dal carattere deciso, incontra una botte che ha ospitato un vino dolce naturale come il Pedro Ximénez?

Questo whisky, pensato in esclusiva per il mercato del Travel Retail e disponibile in diversi shop online, nasce da un procedimento unico: la tripla maturazione.
Dopo aver riposato per un periodo di tempo non indicato nelle classiche ex bourbon barrel, il distillato viene infatti trasferito in botti più piccole, le quarter cask da 125 litri. Botte più piccola significa maturazione più rapida. L’invecchiamento si conclude con un passaggio, anche in questo caso per un lasso di tempo non dichiarato, in botti di quercia europea ex Pedro Ximénez first fill (cioè riempite per la prima volta di whisky dopo aver ospitato lo sherry). Imbottigliato a 48% ABV, il Laphroaig PX Cask Triple Matured non viene filtrato a freddo.

Il colore è un oro caldo.
Al naso, l’attacco è inconfondibile: un vassoio di bacon che basterebbe per una settimana di colazione all’inglese, una nota marina, di alga e sale, e un sentore “medicinale” che sono la firma di Laphroaig, un fumo acre di sigaretta che si stabilisce in gola. Ma con il passare dei minuti, ecco affacciarsi fragranze diverse con intensità crescente: l’asprezza del limone incontra la dolcezza dell’uvetta su un fondo intrigante di zabaione. E avvertiamo persino un’impressione di mocaccino che, a sorpresa, rimane come ricordo, nel bicchiere vuoto, a diverse ore di distanza dall’assaggio. Un olfatto dinamico, complesso, di alto livello.
In bocca, invece, nonostante l’insolita rotondità del whisky, la ricchezza di sfumature cala sensibilmente: le note marine di alga e sale, il sentore di bacon e un pizzico di pepe bianco non incontrano ostacoli, mentre un’uvetta davvero timida li guarda da lontano.
Il finale di media lunghezza è ancora molto molto marino.

Da una parte, un profilo olfattivo da brividi, in cui l’influenza delle botti ex Pedro Ximénez appare perfettamente calibrata. Dall’altra, un palato nel quale la prepotenza di Laphroaig si mangia (quasi) tutte le sfumature. Il risultato è un whisky suggestivo, a tratti raccomandabile, ma leggermente al di sotto delle aspettative.

Gli altri imbottigliamenti nel blog:
Laphroaig 10yo
Laphroaig 10yo Cask Strength Batch 011
Laphroaig 15yo (anni ’90)
Laphroaig Lore
Laphroaig Quarter Cask
Laphroaig The 1815 Legacy Edition

Le recensioni degli altri:
Peated Perfection (inglese)
The Dramble (inglese)

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