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Un triste lutto per Bruichladdich

Ci ha lasciato Duncan McGillivray.
© Bruichladdich

Bruichladdich ha annunciato sul proprio sito che lo scorso 9 marzo, all’età di 68 anni, se n’è andato Duncan McGillivray.

Descritto come un “ingegnere, improvvisatore, appassionato di auto d’epoca, trattori e barche, guardia costiera, maestro della battuta pronta, persona affidabile e fonte d’ispirazione, mentore per più di una generazione e uomo amato da molti”, McGillivray aveva iniziato a lavorare per Bruichladdich nel lontano 1974, fino alla sua chiusura venti anni più tardi.

Con la riapertura della distilleria nel 2001, fu figura chiave nel riportare in vita la struttura produttiva ferma da sette anni, riuscendo a rimetterla in piedi in appena cinque mesi. Si era ritirato nel 2014.

Riportiamo le parole di Simon Coughlin, fondatore di Bruichladdich, ora a capo della sezione whisky per Rémy Cointreau e grande amico di McGillivray:
“È impossibile rendere in poche parole l’enorme impatto che ha avuto Duncan sulla distilleria Bruichladdich e sull’intera comunità di Islay.
La sua influenza e collaborazione con la distilleria è durata quasi 50 anni e, detto chiaramente, la resurrezione di Bruichladdich e molto del suo successo ottenuto in seguito non sarebbero stati possibili senza la dedizione di Duncan. Altruista, gran lavoratore, gentile, determinato e divertente… e questo solo per cominciare. Tutti qui a Bruichladdich e tutti coloro che si gustano uno dei nostri whisky possono alzare il bicchiere per ringraziare quest’uomo meraviglioso.

“Ripensando al 2001, la rinascita di Bruichladdich sembrava un sogno lontano; era un tempo in cui ancora chiudevano delle distillerie, ben diverso da quanto accade oggi. Non fosse stato per la pazienza di Duncan e la sua indomita dedizione alla causa (anche se a volte ci pensava dei pazzi!), oggi non saremmo qui.

“Ci sarebbero troppi aneddoti da raccontare, ma il primo ricordo che mi sovviene oggi sentendo questa terribile notizia, riguarda un viaggio con Duncan in Italia nel 2006 per visionare dei macchinari nuovi per l’imbottigliamento. La notte prima della visita ci portarono in un ristorante locale, e dato che nessuno di noi parlava italiano, dicemmo di farci portare quello che consigliavano loro. Ricordo come Duncan si sia gustato tutto con grande entusiasmo, dicendomi più tardi che non avesse idea di cosa avesse mangiato ma come tutto fosse stato dannatamente buono…

“Ci manchi già, caro Duncan, grazie da parte di tutta la famiglia di Bruichladdich in tutto il mondo, e noi ci saremo sempre per Susan.
Oggi sei nel nostro cuore.”

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