Banff Gordon&MacPhail Imbottigliatori indipendenti Scozia Speyside Whisky dai 200 euro in su

Gordon & MacPhail Banff 1974 18yo Single Malt Scotch Whisky

Recensione di un whisky da una distilleria chiusa
Gordon & MacPhail Banff 1974 - 1992 Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botte di invecchiamento: –
Filtrato a freddo: –
Colorazione aggiuntiva: –
Proprietà: Speymalt Whisky Distributors Ltd.
Prezzo indicativo: € 500,00
Sito web ufficiale: www.gordonandmacphail.com
Scheda della distilleria

Ogni bevuta è, per definizione, irripetibile. A maggior ragione se il whisky arriva da un’altra epoca. Se poi la distilleria non esiste più da quarant’anni, al senso di irripetibilità si accompagna la certezza di affrontare un vero e proprio viaggio nel tempo.

Oggi sono particolarmente grato a Lamberto per la possibilità di raccontare un malto raro e prezioso. Un whisky del 1974 (cioè prima che io nascessi, ammesso che interessi a qualcuno), imbottigliato da Gordon & MacPhail nel 1992, nella celebre serie Connoiseur’s choice. La distilleria di provenienza è Banff, una delle tante vittime del whisky loch del 1983. Per maggiori informazioni sull’esplosiva (letteralmente) storia della distilleria, vi rimando all’apposita scheda.

Molti dettagli tecnici, fra i quali la botte di provenienza, come accadeva al tempo, non sono dichiarati. E un prezzo, seppur indicativo, rimane arduo da stabilire (mi sono basato sulle aste più recenti).

Note di Degustazione

Il colore è oro.

Al naso si afferma da subito una piacevolissima nota di cereale che rimanda a uno degli ingredienti senza cui il whisky non esisterebbe: l’orzo. Un effluvio inebriante che si sposa perfettamente con un comparto speziato di assoluto riguardo (rosmarino, timo e maggiorana). Un sentore di mela gialla apre a una dimensione fruttata che rimane però lievemente inespressa, mentre trovano invece generoso spazio noci e mandorle, con una curiosa sterzata balsamica di lavanda che arricchisce il già importante ventaglio olfattivo con una nuova suggestione.

Al palato il whisky si presenta ben più vivace di quanto mi sarei atteso, con un’importante spolverata di pepe a completare un quadro corrispondente nei minimi dettagli a quello definito all’olfatto. Anche qui l’orzo possiede un’intensità rimarchevole, perlopiù inedita in imbottigliamenti recenti, troppo condizionati dall’influenza della botte, mentre le novità sono due note peculiari correlate: una di buccia di cedro che conferisce alla bevuta una sfumatura acida e una erbacea di fieno che anestetizza la precedente. Un tocco di legno nel retrolfattivo comunica una suggestione di antichità per la quale è difficile trovare un equivalente verbale. Tutte le sensazioni si innestano su un corpo muscoloso e guizzante che, anche a distanza di così tanto tempo, non passa inosservato.

Il finale onestamente non è lunghissimo ed è forse l’unico peccato grave del whisky, ancora contrassegnato dalla presenza dell’orzo e, in tono minore, della mela gialla e della frutta secca.

Conclusioni: Un whisky che sa di whisky, come non se ne trovano più, senza picchi aromatici clamorosi, ma solidissimo e con carattere da vendere. Una bevuta gratificante che come minimo lascia il desiderio di poter assaggiare, con un po’ di fortuna, qualche altra proposta di questa distilleria.

Valutazione: 87/100

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