
Provenienza: Limerick (Irlanda)
Tipologia: Blended Irish Whiskey
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex rum
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: The Sailor’s Home Company
Prezzo indicativo: € 60,00
Sito web ufficiale: www.sailorshomeirishwhiskey.com
Valutazione: 83/100
Costruita a Limerick nel 1856, la Sailor’s Home (letteralmente, la casa del marinaio) fu realizzata sulla foce del fiume Shannon come una sorta di rifugio per i viaggiatori che vi avrebbero trovato conforto e riparo per la notte. In realtà, le intenzioni iniziali furono presto vanificate e il palazzo venne usato dapprima come alloggio per i militari, poi come stazione per la polizia municipale, e infine come sede per mostre e allestimenti teatrali, mentre al momento risulta abbandonato.
Rifacendosi allo spirito di viaggiatori ed esploratori, nel 2019 nasce l’imbottigliatore che prende lo stesso nome, che come molti altri in Irlanda non produce il proprio whiskey ma crea dei blended utilizzando distillato di terze parti, con l’obiettivo di costruire in seguito una propria distilleria.
Al timone si trova Jack O’Shea (spesso riportato come O’Sé), un arzillo settantenne dalla lunga esperienza nel mondo dei distillati, avendo lavorato per diverse distillerie, e con una profonda conoscenza sia delle lavorazioni che dei lieviti.
L’etichetta dei quattro imbottigliamenti fin qui prodotti (The Haven, The Journey, The Horizon e il presente) riporta una scritta a serpentina (“Dà il benvenuto a ricercatori, esploratori e avventurieri”) nonché diversi simboli legati al mondo del mare e dell’esplorazione, tra cui l’ingresso stilizzato del palazzo, uccelli, un’ancora, funi da marinaio, un sestante, un elmetto da sub e, ovviamente, lo shamrock simbolo dell’Irlanda.
Ultimo prodotto del loro piccolo portafoglio, uscito sul finire del 2021 in 2.300 bottiglie, Caravelle è un blended di grain e malto irlandese che ha passato un primo invecchiamento in botti ex bourbon per poi venire affinato in botti ex rum agricole della Martinica, per un totale minimo di dieci anni, e prende il proprio nome non solo dagli omonimi natanti ma anche da Presqu’ile de la Caravelle, riserva naturale della Martinica.
Note di degustazione
Come prevedibile, l’influenza del rum è ben evidente al naso, zucchero di canna e ananas emergono pomposi dal bicchiere assieme a venature sulfuree e vegetali. Un pizzico di noce moscata intride note via via più morbide e dolci, con pesca, banana, vaniglia e caramello che guidano la riscossa delle botti di bourbon, raggiungendo un buon equilibrio tra le due anime. Lieve puntura alcolica di sottofondo.
Al palato il rum si prende il proscenio e quasi tutto il palco, canna da zucchero e note tropicali la fanno da padrone accompagnati da melassa, pera, anice e radice di liquirizia, sempre con una nota solforosa di fondo. La parte più morbida e dolce fa da comparsa, spinta nelle retrovie, e la bevuta si fa più secca e tannica in lunghezza.
Finale abbastanza lungo e secco, vegetale, di ananas, pera, zucchero di canna, anice.
Al naso promette un encomiabile equilibrio che poi non mantiene in bocca, dove si sbilancia in favore dell’affinamento che si mangia tutto il distillato. Il blended non dimostra forse abbastanza spalla da reggere le influenze, che possono comunque trovare favori tra gli amanti del genere.
