Campbeltown Scozia Springbank Whisky dai 200 euro in su

Springbank 25yo 2019

Recensione della versione invecchiata in ex sherry ed ex rum

Provenienza: Campbeltown (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex sherry ed ex rum
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: J & A Mitchell & Co Ltd.
Prezzo: € 1.650,00 su Zio Whisky
Sito web ufficiale: springbank.scot
Valutazione: 87/100

Springbank è una di quelle distillerie che scatena gli istinti più bassi negli appassionati e collezionisti di whisky, con ogni uscita speciale che viene attesa con spasmodica bramosia e che finisce esaurita in un battito d’ali di farfalla, salvo poi ritrovarla in una manciata di minuti nel mercato secondario a prezzo già triplicato.
Di certo non si può farne una colpa ai produttori, che pur quando si tratti di edizioni limitate applicano un prezzo di listino assolutamente ragionevole, anche se in certi casi un minimo di accortezza sarebbe richiesta, come per la versione del 10 anni dedicata alla raccolta fondi per l’Ucraina: farla uscire al prezzo di quella normale, sapendo benissimo che sarebbe finita nel mercato secondario a prezzi (immoralmente, in questo caso) esorbitanti, è stata una mossa che definire ingenua è dire poco.
Ma tant’è, a noi interessa il liquido contenuto nella bottiglia, non le strategie di mercato (e nemmeno la sconfortante bruttezza di queste etichette).

Edizione del 2019 per questo Springbank di un quarto di secolo, uscito in sole 1200 bottiglie, composto da un single malt al 60% invecchiato in botti ex sherry e al 40% in botti ex rum e, come di consueto, senza adulterazioni al di là della diluizione per abbassarne la gradazione.

Note di degustazione

Al naso l’impressione è che sia il rum ad aver inciso maggiormente sugli aromi, con una netta predominanza di note tropicali (ananas, pompelmo, mango, lychee) intrecciate a succo di pesca, zucchero muscovado, sverniciatore per legno, foglie bagnate. E lo sherry dov’è finito? Nelle retrovie, a dare spessore e profondità con il suo contributo leggero ma decisivo di frutti rossi (lamponi, fragolina di bosco) e caramella mou al latte. Pennellate di arancia rossa e una lieve inflessione metallica completano il quadro. Il fumo scivola tra gli interstizi, presenza quasi ectoplasmica. Complesso e ingaggiante, non esattamente piacione.
All’imbocco il fumo pare prendere forma e sostanza, ma è solo un breve guizzo prima di tornare sullo sfondo, lasciando spazio a una cavalcata di frutta più eterogenea, dalle inflessioni agrumate, sferzata da una buona dose di pepe nero e zenzero. Pera, pesca, frutta tropicale e agrumi maturi venati da inflessioni vegetali e metalliche, con una buona dose di sale sparsa sui sapori che spinge la salivazione e il desiderio di riportare il bicchiere alle labbra. In lunghezza, compaiono pistacchio salato e caffè.
Finale molto secco e salino, un impasto di cenere, note vegetali, chicchi di caffè, tocchi speziati e frutta tropicale.

Un whisky difficile da inquadrare, poco adatto alla bevuta quotidiana, che richiede (e merita) tempo e pazienza per essere sviscerato nelle sue sfaccettature. Anche se, personalmente, trovo che al palato perda un po’ di forza e incisività, forse avrebbe richiesto qualche grado in più per essere esplosivo.

Recensioni di whisky da Springbank nel blog

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