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Ardbeg Isola di Islay Scozia

Ardbeg Blaaack Limited Edition

Recensione dell'Ardbeg in pinot nero in versione a gradazione più mansueta.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex pinot noir neozelandese
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Moet Hennessy
Prezzo indicativo: € 198,00
Sito web ufficiale: https://www.ardbeg.com/en-int
Valutazione: 73/100

Come ogni anno, quando Ardbeg rilascia un’edizione speciale dedicata all’Ardbeg Committee (solitamente a grado pieno o comunque alto), poco tempo dopo ne distribuisce una versione a gradazione minore ma pur sempre limitata.
È andata così anche nel 2020 con il controverso Blaaack, la bottiglia col muflone uscita a fine 2019 di cui a febbraio dell’anno successivo è stata realizzata questa versione a prezzo inferiore (ma sempre importante) e giusto un pelino più reperibile.

Stesso invecchiamento non dichiarato, stesse botti utilizzate compreso l’affinamento in vino neozelandese (da cui il muflone) ma poco più di quattro gradi in meno: faranno la differenza?

Note di degustazione

Ottone nel bicchiere.
Vino rosso rovesciato sull’asfalto bruciato dal sole, questa è un po’ la prima idea al naso di questo whisky, che piaccia o meno si può discutere. Le note dolci risultano pregnanti nel tempo con prugna, durone e ananas, quelle agrumate di arancia e chinotto, pasta frolla, una manciata di spezie (cannella e chiodi di garofano), una nota di bitter. Non particolarmente intenso e tutto sommato ordinario ma piacevole, se piace il genere ovviamente.
È il fumo da tabacco bruciato a introdursi per primo al palato, con una leggera pizzicata di pepe ad accompagnarlo, una coperta cenerina che si stende sugli altri sapori senza tanti complimenti tendendo a scompaginarli e nasconderli, come se la torba facesse storia a sé e se ne infischiasse del resto. Punta di zenzero sulla ripresa di frutta all’olfatto, giusto più acidula e con un sottofondo un po’ plasticoso e artificiale.
Finale mediamente lungo e cinereo con punte amarognole, agrumi, zucchero bruciato.

Direi un mezzo disastro, un whisky scombinato, sbilanciato, stravolto, quasi irriconoscibile pensando alla distilleria, lontano anni luce dalla versione madre di cui sembra quasi una parodia. Sa praticamente di bruciato, ma non in senso buono, e per quello che costa(va) direi che è ben pochino.

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