Bunnahabhain Islay

Bunnahabhain 12yo

Recensione del Bunnahabhain 12yo, whisky "storbato" di Islay.
Bunnahabhain 12yo

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46,3%
Botti di invecchiamento: Ex Bourbon ed Ex-Sherry
Filtrato a freddo: No.
Colorazione aggiuntiva: No.
Proprietà: Burn Stewart Distillery plc.
Prezzo medio: € 50,00
Sito web ufficiale: https://bunnahabhain.com/
Valutazione: 8

A star troppo lontani da Islay poi si viene assaliti dalla nostalgia, quindi perché non restarci ancora un po’?
Questa volta però proviamo qualcosa di diverso: se è vero che quest’isola è ormai sinonimo di whisky torbati, non di sola affumicatura si vive, ed esistono anche (validissime) alternative dai profili meno bruciacchiati.
Attiva dal 1881, Bunnahabhain è situata in una posizione incantevole nella parte nord-orientale di Islay, sulla “bocca del fiume” (come recita il suo nome, in gaelico), ovvero il Margadale, e si distingue per la sua ampia scelta di whisky privi della nota affumicata tipica della zona.

Nel suo secolo e mezzo di attività, Bunnahabhain (sì, controllo ogni volta d’averlo scritto giusto) si è ritagliata un posto di tutto rispetto nell’offerta dell’isola, a partire da questo classicissimo dodicenne (sul mercato dal 1979, con vesti grafiche e gradazioni diverse in passato). Una caratteristica recente è quella di dare nomi in gaelico ai propri NAS, così da creare simpaticissime storpiature in chi prova a pronunciarli: Toiteach A Dhà, Stiùireadair, Ceobanach… provateci alla prossima festa, risate garantite!

Colorazione naturale e nessuna filtratura a freddo, si comincia benone, e nel bicchiere l’oro carico del distillato risalta in modo allettante.
Avvicinando il naso, l’influenza dello sherry è subito presente: uva passa, frutta candita e caramello riempiono le narici, raggiunti poco dopo dall’oceano che li accompagna con grazia. Un olfatto morbidissimo, carezzevole, dolce. Alcuni percepiscono anche note torbate che, però, a me non sono pervenute.
Sorseggiando, la gradazione alcolica di poco superiore alla media spinge i sapori nella bocca, rendendoli meno vellutati che al naso, ma restando sempre su un profilo amabile. La presenza dell’oceano si fa più marcata, smorzando la dolcezza che vira verso il burro salato, e qui percepisco la torba, ma nel suo aspetto più vegetale, non fumoso, erbaceo. Ancora frutta candita, caramello, ma senza sbrodolare nello sherried più spinto: l’affinatura c’è ma è ben integrata con il Bourbon. Magari per alcuni resterà comunque troppo dolce, ma io lo trovo un equilibrio azzeccato, corposo e maturo.
Nel finale, restano l’aspetto dolce/salato ed erbaceo, non troppo duraturi.

Per essere un’espressione base e di così lunga data devo dire che regge bene: l’essere passati dai 43 gradi precedenti ai 46,3 attuali credo abbia giovato alla struttura del whisky, aiutando a contenere le influenze delle botti.
Una bottiglia poco conosciuta da noi (anche perché distribuita in Italia solo da un anno), ma che merita attenzione.

Le recensioni degli altri:
Whisky Facile
Whiskettini
The Whiskey Jug (inglese)
Scotch Noob (inglese)

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