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Ardbeg Cadenhead's Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Scozia Whisky dai 200 euro in su

Cadenhead’s Ardbeg 26yo

Recensione di un Ardbeg molto speciale in un raro imbottigliamento indipendente

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 53,7%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon hogshead
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: J & A Mitchell & Co Ltd.
Prezzo indicativo: € 600,00
Sito web ufficiale: www.cadenhead.scot
Valutazione: 92/100

Tutti gli appassionati di whisky hanno una distilleria feticcio… be’, forse anche più di una, difficilmente si è monogami in questi casi.
Una distilleria di cui si vorrebbe provare tutto, che difficilmente delude le aspettative, e anche quando succede alla fine, dai, una bottiglia infelice capita a tutti no? E poi in fondo non è così male, c’è di peggio!
Una sorta di Sindrome di Stoccolma che può far vacillare anche il più irreprensibile dei recensori.
E siccome io non sono irreprensibile e tanto meno “recensore” di whisky, ammetto con serenità la mia passione nei confronti di Ardbeg, facilmente intuibile dalla lista di bottiglie di cui ho scritto su questo blog.

E quando la tua distilleria feticcio incontra uno dei migliori imbottigliatori indipendenti su piazza, tu che fai? Non la vuoi provare?
Se poi a infilarti un campione sotto il naso sono Jacopo e Samuel di Beija Flor, praticamente sei fottuto.
Single cask con distillato del 1993 (antecedente quindi all’attuale gestione), imbottigliato a febbraio del 2020 in 240 esemplari per la Authentic Collection di Cadenhead’s

Note di degustazione

È l’oceano a far da padrone al naso, sentori salmastri di alghe, scogli e ostriche che intridono note di frutta bianca dolce e acidula al tempo stesso, con zucchero di canna affumicato sparso su aghi di pino, marzapane e un tocco di liquirizia. Limone spremuto sull’asfalto. Sulla lunghezza emergono impressioni di erba bruciata. Strutturato e pieno.
Magistrale equilibrio alcolico al palato, sorsi oleosi e compatti con una lieve punta di zenzero e una scia salina che segna tutta la bevuta. Molto minerale, da far ingolosire un geologo, con il fumo che gioca al rialzo in combutta con una maggiore incidenza di frutta (pesca, ananas, mela) e connotazioni vegetali che sfiorano il balsamico, con qualche accenno di salamoia sullo sfondo. Note amarotiche si uniscono a quelle sapide sul lungo termine, un’asciuttezza che aumenta la salivazione e fa riprendere subito il bicchiere.
Finale lungo e sapido, secco, tocchi erbacei e costieri si intrecciano a una mineralità spinta con inflessioni citriche e rimasugli di erba bruciata.

Spettacolare, incisivo, equilibrato ma tutt’altro che compassato, scava nell’animo come acqua di mare e lascia segni indelebili nella memoria. Diverso da qualunque Ardbeg contemporaneo, eppure riconoscibile in alcuni tratti, come un vecchio amico che ritrovi dopo tanto tempo su Facebook e ti trascina in un dolorosamente piacevole viaggio nei ricordi.

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