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Flora&Fauna Glen Elgin Scozia Speyside Whisky dai 200 euro in su

Glen Elgin 12yo Flora & Fauna

Recensione del malto base in versione bucolica

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: 
Colorazione aggiuntiva: 
Proprietà: Diageo
Prezzo indicativo: € 300,00 
Sito web ufficiale: –
Valutazione: 87/100

Dopo aver provato con grande soddisfazione diversi single cask indipendenti, è finalmente giunto il momento di versare nel bicchiere una versione di Glen Elgin realizzata direttamente dalla distilleria.
In commercio è ampiamente reperibile il 12 anni “standard”, quello di oggi è invece la versione con l’etichetta della serie Flora & Fauna, di cui scarsissime sono le informazioni reperibili online così come arduo è trovare ancora la bottiglia, ormai non più in produzione da tempo.
Questo imbottigliamento fu parte dell’ultima aggiunta alla collezione nel 2001 assieme ad altri tre (Auchroisk, Glen Spey e Strathmill), senza alcuna confezione.
L’uccello in etichetta è un balestruccio (house martin), specie che nidifica sotto le grondaie della distilleria.

Note di degustazione

Fauna magari no, ma di flora al naso se ne trova parecchia, sentori erbacei uniti a tanto miele millefiori, zucchero filato, vaniglia, marzapane, pera, una goccia di propoli e una sfarinata di cannella. Morbido e caldo, il malto accarezza le narici mentre una nota agrumata si innesta sulle evocazioni floreali, esaltando nel tempo una vena minerale (con sprazzi di fumo) che ne accentua la freschezza. Piacevolmente classico.
Al palato la nota minerale (sempre con una svirgolata di fumo) torna prepotente, smorzando l’impatto della parte più dolce e coccolosa del whisky che resta pur ben presente, declinata nella frutta (mela, pera, un accenno di banana), miele e cereali, con agrumi e la parte vegetale in maggiore evidenza. Si esaltano le spezie (una nota di pepe, cannella e noce moscata) in un complesso ben strutturato e pieno, con una velleità balsamica che emerge in lunghezza.
Finale abbastanza lungo e inevitabilmente minerale ed erbaceo, dove la nota di fumo si fa più persistente abbracciando frutta bianca, miele e cenni speziati.

L’incarnazione del profilo di Glen Elgin, giusto con un’influenza maggiore da parte delle botti evidente nella parte fumosa, che lascia pienamente soddisfatti se si ama il genere, con quell’equilibrio tra dolcezza e mineralità floreale che, personalmente, mi manda in sollucchero!

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