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Blended scozzesi Ian Macleod Imbottigliatori indipendenti Scozia Whisky dai 100 ai 200 euro Whisky dai 50 ai 100 euro

Isle of Skye 12yo e 18yo

Recensione di un blended di whisky isolani, delle Highlands e dello Speyside, in due maturazioni

Provenienza: Scozia
Tipologia: Blended Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Ian Macleod Distillers Ltd
Sito web ufficiale: www.ianmacleod.com
Valutazione: 83/100

Uno dei motivi del grande successo dello scotch, soprattutto nel secolo scorso, è sicuramente la produzione di blended, che con il loro gusto morbido e il prezzo abbordabile hanno contribuito all’ampia diffusione del whisky scozzese nel mondo, soppiantando quello irlandese negli Stati Uniti dopo la fine del Proibizionismo.
Ian Macleod, noto blender e commerciante dell’epoca, inventò questo blended (si dice) intorno al 1930, scegliendone il nome come omaggio al clan Macleod che fin dal quattordicesimo secolo ha un forte legame con l’isola.
Non solo whisky di Skye come il nome potrebbe far intendere, ma un mix di distillati torbati provenienti dalle isole e non torbati da Speyside e Highlands, ovviamente in proporzioni non dichiarate, scelti tra malti e grain.
Diverse le espressioni che fanno parte della linea, rinnovata nell’aspetto nel 2021, che parte dal 8 anni e arriva fino a un invecchiamento trentennale, con alcune edizioni speciali come il 50yo uscito nel 1999.

Isle of Skye 12yo

Prezzo: € 34,00 su Aquavitae
Valutazione: 83/100

Questo 12 anni è il secondo invecchiamento per età della serie, con il tappo a vite, definito come “limited batch release” (qualunque cosa voglia dire) e genericamente indicato come invecchiato in botti di quercia, che fonti certe indicano divise tra ex bourbon ed ex sherry.

Note di degustazione

Al naso compaiono un po’ tutte le anime del blend: frutti rossi (lamponi, fragolina di bosco), prugne e crema cotte (tipo il dolce far breton), pere in spirito, cereali, mandorle e una vena minerale piuttosto pronunciata, a tratti dalle evocazioni costiere. Della torba nella sua incarnazione fumosa qui non c’è traccia, l’insieme è abbastanza armonico seppur con qualche iniziale eccesso alcolico.
Un’eterea nota di fumo compare all’imbocco, molto sfuggente, svanendo tra gli influssi di frutti rossi e frutta secca, virando verso le tonalità di liquirizia, vaniglia, miele di castagno, tocchi speziati (pepe, cannella, zenzero), scorza di limone e note vegetali. Il retrogusto ripropone la parte minerale e salina, in cui torna anche il fumo, leggero, da legno tostato. Semplice ma compatto e alquanto beverino.
Finale non molto lungo dominato dalle note vegetali, cenere salata, liquirizia, frutta secca e melone acerbo.

Ammetto di essere rimasto sorpreso, avevo aspettative molto basse e invece ho trovato un blended ovviamente semplice ma ben equilibrato e pieno, con una paletta aromatica sufficientemente ampia da consentire una bevuta rilassata e non banale.

Isle of Skye 18yo

Prezzo: € 137,00 su Aquavitae
Valutazione: 84/100

Lanciato nel 2015 e terzo in ordine di maturazione, presenta lo stesso profilo del fratello più giovane, purtroppo ancora alla gradazione minima e indicato sempre come Limited Batch Release.

Note di degustazione

All’olfatto riprende il filo del dodici anni ma con un impatto più morbido e fruttato, dove albicocche secche, pesche, mango e lamponi si uniscono a miele, plum cake allo yogurt, confetti alle mandorle e toni agrumati. Netta la vena minerale che percorre gli aromi, in un insieme pieno e delicato in cui ancora una volta la parte torbata è la grande assente (ma senza rimorsi).
Al palato si ritrova la stessa morbidezza, ravvivata da un accento speziato (cannella, zenzero, noce moscata), che viene presto intrisa da note più aspre e amarotiche di anice, radice di liquirizia, caffè e cuoio. Sulla distanza, una flebile impressione salina e torbata fa capolino tra i sapori. Il contrasto funziona, senza eccessi e con una certa armonia tra le due anime che si compensano a vicenda.
Finale abbastanza breve e secco, di frutti rossi, accenni speziati, lievi notazioni agrumate, sale.

La parte torbata è praticamente assente, un lontano ricordo che si fa appena presente al palato, ma al di là di questo gli equilibri funzionano e mostrano un blended dalle potenzialità interessanti, specie nel gioco dei contrasti, purtroppo spento dalla sciagurata gradazione che lo uccide definitivamente nel finale. Resta una bevuta piacevole, ma nulla di più.

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