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Infrequent Flyers Bowmore 22yo

Recensione di un Bowmore affinato in una botte ex PX da Infrequent Flyers

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 48,3%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon, ex PX
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Alistair Walker Whisky Company
Prezzo indicativo: 300,00
Sito web ufficiale: www.alistairwalkerwhisky.com
Valutazione: 90/100

Dopo l’ottimo esordio sul blog di Infrequent Flyers, ci imbarchiamo nuovamente sui velivoli virtuali di Alistair Walker, stavolta con destinazione Islay, per assaggiare un single cask di Bowmore distillato il 6 giugno del 1997 e imbottigliato, dopo un passaggio finale di lunghezza non dichiarata in una hogshead ex Pedro Ximénez, nel marzo 2020 a 48,3% ABV in 314 bottiglie a oggi pressoché impossibili da reperire in Italia.
Confessiamo apertamente il nostro debole per il connubio torba-sherry, in particolare per quanto riguarda proprio Bowmore, ma non nascondiamo un minimo di preoccupazione, perché le botti ex PX possono risultare dannatamente marcanti.
Vediamo com’è andata.

Note di degustazione

Il colore è ambra.
Al naso la primissima impressione, piuttosto intensa, è di ciliegie sotto spirito. Ma è solo l’oeverture di una travolgente sinfonia che sposa note di zabaione, uvetta, datteri secchi, albicocche disidratate e un sentore di cenere da camino spento, con ricordi di pandoro, zucchero a velo, ma anche semi di papavero, mela cotta e zucca al forno. Non manca un substrato di spezie (pepe e chiodi di garofano), mentre un tocco di cardamomo fa il paio con uno di caldarroste. A tratti, è come se ci trovassimo da un lato a tuffare il naso fra le pagine di un vecchio volume e dall’altro a passeggiare su un tappeto di foglie secche intrise di fango. Lo spettro olfattivo, così ricco e dinamico da sfiorare l’opulenza, è completato da una nota di salvia.
Al palato, dopo un imbocco all’insegna delle spezie (pepe bianco), facciamo esperienza dell’incantevole armonia che si stabilisce fra impressioni di datteri, uvetta e zabaione, e una nota agrumata riconducibile alla buccia d’arancia, con tocchi di nocciola e di caramello salato. La torba qui è un fumo quasi dolce: una sorta di morbida tela su cui il whisky dipinge la sua trama aromatica. Tornano le caldarroste, veicolate proprio dalla nota di fumo.
Il finale è lungo e speziato, con un filo di fumo e ricordi di caramello salato e frutta secca.

La sensazione, almeno sul piano evocativo, è di un whisky autunnale, traboccante di sfumature differenti, perfetto per una serata nel conforto della propria abitazione, lontano dagli affanni della giornata. Più concretamente, ci sembra un dram di altissimo livello in cui lo sposalizio di torba e sherry, così divisivo fra gli appassionati, si risolve in un autentico trionfo.

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