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Caperdonich Càrn Mòr Imbottigliatori indipendenti Scozia Speyside Whisky dai 200 euro in su

Càrn Mòr Caperdonich 1988 29yo

Recensione di un single cask ex bourbon di una distilleria demolita da anni

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 49,1%
Botte di invecchiamento: Ex bourbon hogshead refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Morrison Distillers
Prezzo: € 404,00 su Morisco Spirits
Sito web ufficiale: www.morrisondistillers.com
Valutazione: 88/100

Quando si entra nell’ufficio di Fabio Ermoli, mente (e cuore) di Lost Dram Selections, è un po’ come trovarsi nel paese dei balocchi: oltre alle bottiglie che occupano ogni scaffale disponibile, si trovano miriadi di sample di tutti i generi e qualità, da perderci la testa.
E tra una chiacchiera e l’altra, con un guizzo della mano Fabio ti piazza davanti una bottiglietta, “toh, prova questo”, “ah, se vuoi c’è anche questo”, e tu puoi solo annuire in pieno overload di informazioni e aneddoti che ti affollano i pensieri.
Poi torni a casa, riprendi in mano tutte le boccette che hai infilato nello zaino senza nemmeno guardarle, e ti ritrovi delle chicche incredibili.

Càrn Mòr è l’etichetta da imbottigliatore indipendente di Morrison Distillers, che più volte abbiamo già incontrato su queste pagine, ed esiste da quando si chiamava ancora Morrison & McKay.
Ed è proprio da quell’epoca (siamo nel 2018) che proviene il campione che mi trovo nel bicchiere, un quasi trentenne Caperdonich (distilleria chiusa e demolita da anni), imbottigliato per la serie Celebration of the Cask, botte singola ex bourbon di secondo riempimento che ha prodotto 203 bottiglie a grado pieno.
Coincidenza vuole che l’unico altro Caperdonich che abbia provato sia stato sempre un single cask imbottigliato da Valinch & Mallet, altra creatura di Ermoli in combutta con Davide Romano: potrei trovarci un qualche significato cosmico in questo, ma sono distratto dai profumi del dram e preferisco restare sul concreto.

Note di degustazione

All’olfatto è subito frutta cremosissima, una composta di pesche, albicocche, pere mature e melone bianco al contempo delicata e intensa, accompagnata da fragrante panettone, pasta di zucchero, scorzetta di limone e una sottile vena mentolata. Un fondo ceroso e caldo accarezza gli aromi, dando una connotazione di miele e burro che coccola le narici. Elegante e pieno.
Ed è ancora la frutta a presentarsi al palato, in una composizione più leggera e fresca che vira sul tropicale lasciando spazio a note speziate (zenzero, pepe bianco) e componenti vegetali e minerali, con gli afflati balsamici e mentolati che acquistano più corpo. In piena dissonanza con gli aromi olfattivi, la parte calda e morbida finisce sottotono, con miele e vaniglia ridotti al rango di comparse, mentre domina una linea amarotica in cui tabacco, limone e tocchi di rabarbaro completano un quadro complesso e stratificato.
Finale abbastanza lungo di note vegetali, agrumi, frutta bianca e tabacco.

Non nascondo mai la mia predilezione per i whisky che sappiano sorprendermi, e questo quasi trentenne non fa eccezione: la dicotomia tra olfatto e gusto è spiazzante, sembra quasi di approcciarsi a due dram diversi, ma conferma le impressioni che mi ero fatto sull’altro imbottigliamento che ho avuto modo di provare. Se anche a voi piacciono le esperienze ricche e inattese, Caperdonich è decisamente la vostra tazza di tè.

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