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Giappone Mars Whisky dai 100 ai 200 euro

Mars Tsunuki 2022 Edition

Recensione di un giovane single malt giapponese in ex bourbon

Provenienza: Kagoshima (Giappone)
Tipologia: Single Malt Japanese Whisky
Gradazione: 50%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Hombo Shuzo Co.
Prezzo: € 124,00 su Spirit Academy
Sito web ufficiale: www.hombo.co.jp
Valutazione: 85/100

Le distillerie giapponesi sono (colpevolmente) poco presenti nel blog, e cerchiamo maldestramente di compensare con una realtà nipponica ancora poco nota ma che sta raccogliendo un crescente interesse tra gli appassionati.
Hombo Shuzo nasce come distilleria nel 1902 realizzando lo shochu nel sud del Giappone, a Kagoshima, e dopo un primo tentativo di produzione di whisky per quasi un decennio negli anni ’60 (incontrando scarso favore di pubblico), bisogna attendere il 1985 per l’apertura della prima distilleria moderna, Shinshu, nella prefettura di Nagano e ai piedi della montagna Komagatake.
La temporanea chiusura tra il 1992 e il 2011 non ferma gli imbottigliamenti, proseguiti con i blended, e pochi anni dopo, nel 2016, viene fondata la seconda distilleria, Tsunuki, tornando nelle sede originaria dell’azienda.
Se Shinsu offre una produzione ridotta, che si ferma sei mesi all’anno e viene fortemente influenzata dall’altitudine, Tsunuki ha un ritmo più sostenuto con un distillato più pesante che prevede anche una versione torbata (da orzo scozzese). Hanno anche un terzo sito, dedicato unicamente all’invecchiamento, in una zona dal clima molto caldo e tropicale con un’evaporazione che arriva al 9%, avendo quindi a disposizione diverse particolarità con cui lavorare per la realizzazione dei loro imbottigliamenti.
Il nome Mars ha un’origine peculiare, come raccontato dal Managing Director di Hombo: “Avevamo un marchio di shochu chiamato Star Treasury e abbiamo chiesto ai consumatori di pensare a un altro nome per un nuovo marchio. Qualcuno ha suggerito Mars, e così è stato”.

Il primo whisky di Tsunuki esce nel 2020, in versione anche torbata, preceduto da diverse edizioni del proprio new make e invecchiamenti progressivi non ancora definibili come whisky.
Quello oggetto di questo articolo è un imbottigliamento dei primi mesi del 2022, uscito in 35.800 bottiglie, frutto di una maturazione tutta in ex bourbon avvenuta in loco.
Ringraziamo Fine Spirits, importatore per l’Italia, per la gentile bottiglia.

Note di degustazione

Frutta matura come se piovesse al naso, una macedonia di pesca, banana, albicocca, melone e cocco che, assieme a una vena marcata di vaniglia, potrebbe mettere a rischio qualche diabetico, ma vengono in soccorso note minerali e lievemente metalliche che smorzano l’ondata di dolcezza. Plum cake, zucchero a velo e un sottile strato di miele appaiono sullo sfondo, tanto per ribadire che i toni ruvidi vanno cercati altrove. Goloso con una certa eleganza,
In bocca si fa più spigoloso, pur restando nell’alveo della frutta matura, facendo emergere una netta punta acida esaltata da zenzero e pepe nero. Più deciso e meno coccoloso, tratti amarotici con velleità balsamiche si intrecciano a radice di liquirizia, fave di cacao e mandorle, mentre una vena frizzantina e lievemente agrumata titilla il palato. La parte minerale ripulisce la bocca a ogni sorso, spingendo pericolosamente alla bevuta, vista anche l’assenza d’impressioni alcoliche nonostante la gradazione.
Finale abbastanza lungo dai tocchi speziati e agrumati, dove frutta, vaniglia e tratti amarotici e minerali proseguono la danza dei sapori.

Un whisky inaspettato, che già dalle premesse lascia intravvedere una bevuta non banale e piacevole che trova nei contrasti i propri punti di forza. Forse un po’ tormentato al palato ma proprio per questo ingaggiante e divertente, sicuramente imperfetto e molto beverino.
Invecchiamenti superiori, più strutturati e complessi, appaiono come una promessa concreta.

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