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Irlanda Two Stacks Whisky da 0 a 50 euro

Two Stacks The First Cut

Recensione di un blended irlandese molto ricco

Provenienza: Belfast (Irlanda del Nord)
Tipologia: Irish Blended Whiskey
Gradazione: 43%
Botti di invecchiamento: Vergini, ex bourbon ed ex sherry oloroso
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Ireland Craft Beverages Ltd.
Prezzo: € 46,75 su Spirit Italia
Sito web ufficiale: twostackswhiskey.com
Valutazione: 87/100

Prima di iniziare, una piccola nota personale: con questo articolo il blog supera la boa dei tre anni, che sono pochissimi ma sembrano un’eternità per tutte le cose che sono accadute, nel mondo e per Whisky Art.
Tre anni in cui ho scoperto un mondo fatto di professionisti che sono prima di tutto appassionati, dando vita a una comunità che sa essere accogliente come poche.
Tre anni per i quali l’elenco delle persone da ringraziare sarebbe davvero troppo lungo, a cominciare da chi in quasi 800 recensioni mi ha aiutato a tenere in piedi il sito (Giovanni e Vincenzo, anche se quest’ultimo ahimè è latitante), citando colui che mi ha guidato in questa passione (Giuseppe), le tantissime persone del settore che son passato dal guardare da lontano all’essere accolto come un amico (Andrea, Angelo, Claudio, Dario, Fabio, Giacomo, Jacopo, Marco, Samuel, Serenella per citarne solo alcuni), a quelli che sono i miei compari di Facebook e admin di un nutrito gruppo di appassionati (la Regina, Ansa, Caronna e il Re dei prussiani) e alla compagna della mia vita, che mi supporta e tollera la marea di bottiglie e sample sparsi per casa.
A tutti loro, e a tutti voi che a ogni fiera non mancate di mostrarmi il vostro affetto, dedico questi tre anni appena passati e tutti quelli che verranno.

Un altro esempio della new wave irlandese, Two Stacks nasce nel 2020 per volontà di Shane McCarthy, Liam Brogan e Donal McLynn, già proprietari di un’azienda di import/export e marketing dedicata al beverage, la Ireland Craft Beverages Ltd., nata a sua volta nel 2014 a Belfast.
Come suggerisce il nome, da sempre la loro attenzione è focalizzata sui prodotti locali e artigianali, traslata dunque nel mondo del whiskey per ridare linfa alla tradizione nazionale legata agli imbottigliatori e ai bonder.
La ricerca di whiskey si concentra dunque sulle piccole produzioni da tutto il Paese, in particolare sugli stili più solidi e robusti che erano diffusi intorno agli anni ‘60 del secolo scorso, con l’attività di invecchiamento e blending eseguite rigorosamente in modo artigianale.
In più, sulle loro etichette viene meticolosamente riportata la composizione del blend, cosa piuttosto rara non solo in Irlanda ma ovunque si produca whisky.
Due i blended base, The First Cut e The Blender’s Cut, quest’ultimo imbottigliato a grado pieno, nonché diverse edizioni limitate con affinamenti diversi per il Blender’s Cut.

Questo The First Cut è il loro biglietto da visita, un blended composto al 80% da Dark e Light Grain rispettivamente in botti vergini ed ex bourbon, al 8% da pot still in ex sherry oloroso, al 10% malto a doppia distillazione in ex bourbon e al 2% malto torbato sempre in ex bourbon. La provenienza del distillato è la Great Northern Distillery, mentre la lavorazione è stata eseguita presso la distilleria Killowen.
Ne esiste anche una provocatoria edizione in lattina.
Grazie a Jacopo di Beija Flor per il gentile campione.

Note di degustazione

È decisamente l’anima grain a emergere con più decisione al naso, note vegetali molto intense con venature di noce moscata in cui foglie di tabacco, legno appena tagliato e ceralacca pizzicano piacevolmente le narici. Ma l’olfatto scava in profondità, svelando una variegata ricchezza di aromi in cui le varie componenti si avvicendano con giocosa frivolezza, passando dalla frutta bianca (banana, pera, mela renetta) a quella scura (lamponi, fragolina di bosco), dalle dolcezze da forno (muffin, pane all’uvetta) a quelle pasticcere (crema, panna cotta) spingendosi fino al caffè. Un vero piacere da annusare, cogliendo sempre una sfumatura diversa intrecciata alle precedenti.
Dopo tanta pantagruelica gioia, il palato si arrende alle spezie che alzano i toni (zenzero, pepe nero, chiodi di garofano) in una oleosa e spessa coltre di frutti rossi, agrumi, caffè, con le note vegetali che si sostanziano in lunghezza assieme a frutta secca ed essiccata (mandorle, uvetta, pinoli, ribes).
Finale abbastanza lungo di spezie, frutta secca, caffè, legno, fragolina di bosco e un refolo di fumo.

Che naso spettacolare, ci si potrebbe perdere le giornate ad annusarlo nel bicchiere! L’unione di distillati e botti diverse ha dato vita a un olfatto decisamente freak, a cui il palato può solo inchinarsi accontentandosi di offrire “soltanto” una bevuta solida e compatta. Gran lavoro di blending, che aspetto di ritrovare alla prova del grado pieno tra qualche tempo.

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