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Danimarca Stauning Whisky dai 50 ai 100 euro

Stauning Bastard

Recensione di un giovane rye affinato in botti ex mexcal

Provenienza: Danimarca
Tipologia: Danish Rye Whisky
Gradazione: 46,3%
Botti di invecchiamento: Vergini con affinamento in ex mexcal
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Stauning Whisky
Prezzo: € 66,50 su Aquavitae
Sito web ufficiale: stauningwhisky.com
Valutazione: 84/100

Terza distilleria danese ad arrivare su queste pagine, segno del gran fermento che vive il settore in tutta Europa, nata nel 2005 nella frazione omonima del piccolo villaggio di Skjern per volontà di nove amici (citando le loro stesse parole: un medico, un cuoco, un macellaio, un insegnante, un pilota di elicottero e quattro ingegneri), che in una vecchia macelleria installarono due piccoli alambicchi e iniziarono la propria avventura.
L’idea era quella di creare un whisky danese fino al midollo, con le materie prime il più possibile vicine al chilometro zero, seguendo tecniche tradizionali quali il maltaggio a pavimento in loco, raccolta della torba a mano e fuoco diretto sugli alambicchi per la distillazione, il tutto appellandosi al terroir che tanto va di moda ultimamente.
I primi imbottigliamenti nascono nel 2011, in versioni sempre da mezzo litro, dapprima come giovani rye non ancora definibili come whisky, seguiti da diverse espressioni che si susseguono nel tempo, andando a formare l’iniziale core range della distilleria con Rye, Smoke e KAOS.

La bottiglia che provo oggi proviene dalla Research Series, con cui la distilleria propone versioni alternative e sperimentali delle proprie espressioni (incluso il new make) in piccoli lotti.
Questo rye ha passato i primi tre anni di maturazione in botti vergini americane tostate, per poi essere affinato per tre mesi in botti che hanno contenuto mexcal della Mexican Oro de Oaxaca: non è la prima volta che il mexcal viene usato per gli invecchiamenti, ma resta una scelta poco comune.
Grazie a Whisky Samples per il gentile campione.

Note di degustazione

Al naso, una spolverata di spezie (noce moscata, cannella) cade su un plumcake allo zenzero e mela impastati con vaniglia, cedro candito, resina e una lieve nota di mou. Emerge a tratti un’impressione di ruggine. Peculiare.
In bocca ha una bella corposità, si accentuano le spezie (pepe, noce moscata) ad accompagnare arancia candita ricoperta di cioccolato fondente, zenzero candito, una vaga nota di caffè tostato e un filo balsamico ed erbaceo di fondo. Accenti amarotici si rincorrono in lunghezza, di radice di liquirizia e anice, con una punta salina a fare da contrappunto.
Finale abbastanza lungo di spezie, legno, mela, arancia essiccata, caffè, accenti balsamici.

Curiosa commistione di evocazioni, di certo un rye fuori dal comune ma non abbastanza complesso e stratificato da lasciare il segno. Bevuta piacevole, che intrattiene e incuriosisce ma manca di nerbo: forse una maturazione più lunga, nell’una o l’altra tipologia di botte, avrebbe dato più spessore, ma è comunque una bevuta tutt’altro che ordinaria.

Un’altra prospettiva:
Il Bevitore Raffinato

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