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Glenlivet Imbottigliatori indipendenti Scozia Signatory Speyside Whisky dai 50 ai 100 euro

Signatory Glenlivet 13yo (2007 – 2020)

Recensione di un single cask imbottigliato da Signatory

Provenienza: Speyside (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botte di invecchiamento: Ex sherry butt first fill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Signatory Vintage Scotch Whisky Company
Prezzo indicativo: € 80,00
Sito web ufficiale: www.signatoryusa.com
Valutazione: 86/100

Se proviamo a pescare nella memoria i Glenlivet che abbiamo assaggiato, ci accorgiamo che, a eccezione del Nàdurra (imbottigliato a 60,3% ABV), presentavano tutti lo stesso problema: la gradazione minima del 40% ABV che tarpava letteralmente le ali al distillato, relegandolo alla fascia delle bevute che, per quanto piacevoli, non lasciano un duraturo ricordo di sè. Intendiamoci, esistono whisky che al 40% ABV sono perfetti (il Cragganmore 12yo, per fare un esempio), quindi la nostra non è una questione di principio. Non siamo fra i sostenitori del cask strenght a tutti i costi: la riduzione di grado non è necessariamene un male, si tratta sempre di capire a quale “altezza” il whisky esprima al meglio le sue potenzialità. Ecco, a nostro modesto parere, per Glenlivet non è il 40% ABV a cui viene spesso proposto nel core range.
Siamo perciò curiosi di assaggiare questo imbottigliamento indipendente, firmato Signatory, a maggior ragione visto che si tratta di un single cask ex sherry di primo riempimento. Distillato nell’aprile del 2007 e imbottigliato al 46% ABV nel suo colore naturale e senza filtrazione a freddo nel giugno del 2020 in 417 esemplari complessivi, appartiene alla Unchillfiltered Collection.
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Note di degustazione

Il colore è quello del miele millefiori…
…ma non è il miele la prima impressione che ravvisiamo all’olfatto, bensì un’originale polpa d’arancia gialla, seguita a breve distanza da note di uvetta, di albicocca e da un sentore speziato riconducibile alla noce moscata. Come in un dolce della nonna, pasta frolla e zucchero vanigliato vanno a braccetto, con qualche scaglia di cioccolato al latte a ingolosire l’insieme. Nel tempo avvertiamo accenti floreali che ci fanno pensare tanto al gelsomino quanto alla magnolia, mentre un tocco di fichi completa un profilo all’insegna di una dolcezza evidente ma non eccessiva.
Al palato la coerenza è pressochè assoluta, con la pasta frolla, il cioccolato al latte e l’uvetta che, come un piacevole ritornello musicale, cadenzano la bevuta, mentre una nota di albicocca tra il succo e la marmellata, fa compagnia, insieme alla vaniglia, a un aroma che ricorda da vicino quello delle gelèe di frutta.
Nel finale, lungo e molto godibile, rimangono in bocca sensazioni di zucchero vanigliato, di albicocca e, ancora, di gelèe alla frutta.

Un Glenlivet come vorremmo berne sempre: magari non troppo originale sul piano gustativo, ma di una piacevolezza estrema, che conforta e riconduce al sorriso anche il bevitore ormai disilluso.

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Whisky Facile


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