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Australia Starward Whisky dai 50 ai 100 euro

Starward Nova

Recensione del whisky australiano invecchiato in botti ex vino

Provenienza: Melbourne (Australia)
Tipologia: Australian Single Malt Whisky
Gradazione: 41%
Botti di invecchiamento: Ex vino
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: New World Whisky Distillery
Prezzo: € 61,90 su Aquavitae
Sito web ufficiale: starward.com.au
Valutazione: 80/100

Colmiamo una delle (tante) lacune del blog raggiungendo la lontana Australia, dove c’è un interessante fermento nella produzione di whisky.
Fra le cinquanta e più distillerie presenti sul territorio, una di quelle che spicca è Starward, con gli impianti che dal 2016 hanno sede nella città di Melbourne.
La distilleria è figlia dell’ingegno e della voglia di sperimentare di David Vitale, (origini italiane) che da grande appassionato di birra artigianale (che produceva in casa), rimane folgorato da una visita alla distilleria Lark in Tasmania: nel 2007, nasce il progetto di produrre whisky al 100% australiano (le materie prime provengono dai dintorni della città) e invecchiato in botti ex vino, per cui l’Australia è rinomata.
Gli stadi iniziali vengono eseguiti nell’ottica produttiva delle birre artigianali, mentre gli invecchiamenti in botti ex vino (tra cui spiccano pinot e syrah) avvengono per tre/quattro anni, approfittando del clima specifico dell’isola. Una particolarità: le botti vengono trattate a vapore piuttosto che carbonizzate, nell’intento di preservare gli aromi del vino.
Il whisky viene prodotto nell’ottica di un consumo conviviale e abbinato al cibo, una delle altre passioni di Vitale, spingendo su caratteristiche che si allontanano da quelle comunemente associate allo scotch.

Il Nova è il whisky principale del loro (per ora) ristretto portafoglio, tre anni di invecchiamento in botti ex vino rosso tra cui pinot, cabernet e syrah, uscito per la prima volta nel 2018 e ancora oggi uno dei più venduti.
Ringraziamo Whiskysamples.it per il gentile campione, che potete acquistare qui.

Note di degustazione

Avvicinando il bicchiere al naso si sprofonda in una ciotola piena di frutti di bosco: mirtilli, lamponi e fragoline impiastricciano le narici con le loro note dolcemente acidule. Melograno. C’è un substrato non molto spesso di caramello e malto, assieme a una lieve nota balsamica. Non molto incisivo ma gradevole.
Al palato ha un corpo leggerino con un’iniziale sferzata di pepe e zenzero che presto declina nella stessa partitura dell’olfatto, con sentori fruttati e aciduli, ampia presenza di tannini e malto in sottofondo. Non molto persistente, nel tempo crescono delle pennellate amarotiche e compare un’impressione di cioccolato.
Finale di media lunghezza e secco, con frutti rossi, melograno, mandorle, cioccolato e tocchi erbacei.

Considerando la maturazione tutta in vino rosso ci si aspetterebbe qualcosa di più deciso, nel bene o nel male, mentre invece ti trovi nel bicchiere un whisky ben caratterizzato e senza eccessi. Non offre grandi profondità, ma nemmeno vorrebbe farlo, si può giusto accusarlo di mancare di un po’ di mordente e che potrebbe applicarsi di più.

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